Fusione di comuni sul lago, l’idea non piace

I sindaci di Abbadia e Lierna, Roberto Azzoni e Silvano Stefanoni dicono no all’idea, in quanto il rischio è che i due paesi diventino periferia di Mandello

Ha destato parecchio clamore la proposta del sindaco di Mandello Riccardo Fasoli di unire in un unico Comune Mandello, Abbadia e Lierna, raggiungendo così 15mila abitanti complessivi e aprendo le porte a un finanziamento statale annuo di 1.800.000 euro per il prossimo decennio.

I sindaci di Abbadia e Lierna, Roberto Azzoni e Silvano Stefanoni dicono no all’idea, in quanto il rischio è che i due paesi diventino periferia di Mandello.

E dice no pure Mattia Micheli, vicepresidente dell’Amministrazione provinciale, spiegando che una fusione deve essere il frutto di un percorso condiviso nel tempo con funzioni associate per vari servizi già in essere. Unire oggi i tre Comuni in un ente unico vorrebbe dire avere un territorio troppo esteso e di difficile gestione, ben lontano dal progetto di fusione in corso tra Primaluna e Cortenova in Valsassina, dove gli abitanti sono risicati.

C’è anche chi come Alberto Magatti, imprenditore, impegnato nel mondo associazionistico mandellese, sarebbe invece propenso alla fusione in quanto potrebbe portare maggiori incentivi ai servizi sociali. C’è però da superare il campanilismo che resta ancora ben radicato.

I l problema del territorio molto esteso potrebbe essere risolto con la cessione del Moregallo di Mandello a Valmadrera, della zona di Pradello di Abbadia a Lecco. L’area dei Piani Resinelli di competenza di Abbadia e Mandello potrebbe andare a Ballabio.

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