Asta deserta. Nessuno vuole il Circolone di Civate

Nessuno vuole in gestione il “Circolone”. È andata deserta la gara che l’amministrazione comunale aveva bandito per riportare in vita la struttura - l’ex circolo Arci di via Cà Nova - chiusa dall’esplodere del Covid e, in precedenza, tra i punti di riferimento per l’aggregazione, di giovani e anziani.

«Soprattutto questi ultimi - riconosce il sindaco, Angelo Isella - continueranno così a restare per ora privi di una risorsa importante, dove è sempre stato possibile, per molti di loro riunirsi, trascorrere il pomeriggio, giocare a carte, spendendo per le consumazioni degli importi abbordabili e senza limitazioni di tempo. Questo, ma non solo questo, era e rimane tra i nostri obiettivi. Siamo molto dispiaciuti, quindi - afferma Isella - che la gara sia andata deserta: alcuni interessamenti ci sono stati, ma poi non si sono concretizzati in offerte».

A questo punto, si pone l’interrogativo sul da farsi: «Per l’eventuale ripubblicazione del bando - spiega il sindaco - non ci sono ostacoli: sebbene l’amministrazione comunale sia in scadenza per effetto delle elezioni imminenti, la procedura è tra quelle che possono essere intraprese dalla Giunta. Se, invece, si propendesse per una revisione di qualche aspetto del bando, perciò con una rivalutazione delle condizioni, l’atto andrebbe rimandato a dopo le votazioni. D’altronde, la struttura ha una metratura importante e non si possono applicare parametri a caso nella pubblica amministrazione, che ha regole di tutela dell’interesse collettivo e di valorizzazione dei beni pubblici non così flessibili come quelli privati sul libero mercato. Stiamo ragionando sull’opportunità di non perdere tempo e, d’altra parte, anche di non ipotecare la prossima amministrazione».

Tuttavia, Isella è ricandidato e Civate si riconferma tra i comuni dove si presenterà una sola lista elettorale. Il consiglio comunale di Civate aveva dato il via libera nel 2022 all’acquisto dalla Cooperativa Europa 2000 del fabbricato, per 75mila euro (a fronte di una perizia da 336.000): il Comune lo ha rilevato per destinarlo a centro sociale polivalente, ma mettendo a gara - finora, invano - la funzione di bar. Il complesso è costituito dal piano terra con terrazzo e da un seminterrato. In totale, quasi 230 metri quadrati articolati in salone bar già attrezzato e arredato, due sale, tre cantine, una dispensa, servizi e terrazzo. In merito al seminterrato, la volontà del Comune è di concentrare lì funzioni sociali polivalenti e, quindi, il locatario si vedrà limitato il diritto di utilizzarlo, in modi da concordare per l’attuazione di programmi a favore della collettività. La determinazione del canone, secondo il bando appena scaduto, avviene in base ai contenuti del progetto e secondo l’offerta economicamente più vantaggiosa.

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