«Colpita a Sogno con dieci coltellate   Poi soffocata con un fermacapelli»
Un momento dell’udienza. In primo piano il Pubblico ministero Paolo Del Grosso

«Colpita a Sogno con dieci coltellate

Poi soffocata con un fermacapelli»

In Corte d’Assise le prime deposizioni sull’omicidio di Maria Adeodata Losa. I difensori provano ad arginare le pesanti accuse

Un tesoretto di 400mila euro era custodito in banca sul conto di Maria Adeodata Losa, 89 anni (dei quali, più di sessanta trascorsi come donna di servizio di una famiglia milanese), trovata morta in una pozza di sangue l’11 giugno 2016 nella cucina della sua abitazione di via Piave a Sogno.

E soldi, oltre seimila euro (il contante che era solita tenere in casa per provvedere alle spese minute per sé e la sorella Leonilde, inferma e oggi 97enne), sono stati trovati al posto dove era solita custodirli, in una cassetta dentro ad un armadio.

Non fu dunque un’aggressione a scopo di rapina quella avvenuta due giorni prima, il 9 giugno, nel corso della quale la povera Adeodata fu colpita da una decina di coltellate e soffocata da un fermacapelli che le è stato trovato in bocca.

È quanto emerge dalla prima udienza dibattimentale del processo in Corte d’assise che si sta celebrando a Como nei confronti di Roberto Guzzetti, sessant’anni, unico imputato per l’omicidio dell’anziana signora.

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