Trecento alla fiaccolata in centro  per chiedere libertà sui vaccini
In trecento alla fiaccolata per libertà sui vaccini

Trecento alla fiaccolata in centro

per chiedere libertà sui vaccini

Il lungo corteo dalla Meridiana a piazza Cermenati.

Con la politica che si divide tra i favorevoli e contrari

Un lungo corteo luminoso è sfilato questa sera per le vie della città, per chiedere al Governo non soltanto di ritirare il decreto che impone l’obbligo di vaccinazione a tutti i bambini, ma anche e soprattutto di migliorare tutti gli aspetti che riguardano questa delicata partita.

Non una fiaccolata contro i vaccini. Questo hanno tenuto a ribadire anche ieri sera Veruska Scarpino e Sara Anzellotti, che hanno promosso l’iniziativa insieme al Movimento Genitori Lecco.

Non contro a prescindere almeno, considerato il fatto che sono entrambe mamme di bimbi che - spiegano - con l’inoculazione hanno avuto qualche problema. Proprio per questo motivo si battono perché quello che è successo a loro non succeda ad altri.

La risposta dei lecchesi è stata consistente. Dietro allo striscione con la scritta “Se c’è possibilità di danni pretendo liberta vaccinale” almeno trecento persone hanno scandito gli slogan “libertà” e “giù le mani dai bambini”.

Come probabilmente era inevitabile, l’avvicinamento all’evento di stasera è stato farcito di discussioni e polemiche, con anche le forze politiche a dividersi e a scontrarsi. A posizionarsi su lati diversi della barricata sono stati in particolare il Pd e la Lega Nord, con i dem (per voce del segretario cittadino Giovanni Fornoni e del deputato Veronica Tentori) a difendere la necessità di sottoporre i bambini alle vaccinazioni, anche forzando attraverso una legge, perché è così che si garantisce la cosiddetta immunità di gregge e quindi non si protegge solo il proprio figlio ma anche quelli degli altri.

La Lega Nord, invece, ha affondato il colpo con il provinciale Flavio Nogara, che invece ha voluto rimarcare il principio della libertà di scelta, una volta consapevole e informata. La critica è stata rivolta in modo deciso alla imposizione stabilita dal ministero.

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