Spese alimentari a dicembre   C’è un aumento di 17 milioni
La Icam è tra le imprese alimentari più importanti del Lecchese

Spese alimentari a dicembre

C’è un aumento di 17 milioni

Nel Lecchese si registra un esborso medio mensile di 65 milioni, per le festività si sale a 82

Date le festività natalizie, a dicembre da sempre la spesa alimentare si impenna e anche quest’anno circa il 40% del totale realizzato a livello lombardo rappresenta la quota di business realizzata dall’artigianato alimentare di qualità. Per quanto riguarda la provincia di Lecco, ogni mese compreso nel periodo fra gennaio e novembre 2016 i lecchesi hanno speso in media per gli alimentari 65 milioni di euro, tranne nel mese di dicembre in cui la cifra è salita a 82 milioni, di cui 31 milioni realizzati da aziende artigiane.

Diciassette milioni di euro in più dunque relativi a un paniere di prodotti che nello specifico comprende pane, grissini e crackers, pasta e riso, pasticceria, biscotti, salumi, formaggi, olio di oliva, caffé, té e cacao, gelati, vino e birra.

I dati arrivano dall’Osservatorio di Confartigianato Lombardia su base Istat e si collocano in un quadro regionale in cui negli ultimi cinque anni il mese di dicembre ha registrato mediamente vendite al dettaglio di prodotti alimentari del 24,8% superiori alla media mensile degli altri 11 mesi dell’anno e del 22,2% superiori alla media annua.

Dall’esame della distribuzione della spesa media mensile famigliare per prodotti, spiega Confartigianato, si stima che il 38,2% della spesa alimentare, pari per il mese di dicembre a 960 milioni di euro, “è intercettabile dal sistema di offerta delle imprese artigiane lombarde”. Positive per Lecco anche le esportazioni alimentari di qualità. La provincia si piazza al 31mo posto nazionale (su 115) con un valore esportato nei primi nove mesi dell’anno pari a 162 milioni di euro, di cui 142 per alimentari (per i quali Lecco si pone al 24mo posto nazionale) e 20 per le bevande (36mo posto).

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