«Ripresa? Non basta   Va consolidata»
Positivi gli ultimi dati sulla produzione industriale e sul Pil

«Ripresa? Non basta

Va consolidata»

Anche dopo gli ultimi dati positivi su produzione e Pil Cristina Galbusera (Confindustria) è prudente: «Serve stabilità politica»

I dati sulla produzione industriale di dicembre 2016 risvegliano fra le imprese aspettative di ripresa o, perlomeno, di una dinamicità sostenuta da dati che non sembrano più essere dello “zero virgola”. L’ottimismo degli imprenditori locali resta tuttavia moderato, visto che il contesto nazionale resta difficile, con una crescita complessiva dell’Italia che, unico Paese sotto l’1%, segna il peggior risultato nell’Eurozona.

Un contesto in cui l’industria, stretta fra la lentezza delle riforme politiche e del settore bancario, fa quel che può e riesce, pur nelle difficoltà, a migliorare i risultati grazie alla domanda estera.

Secondo gli ultimi aggiornamenti Istat, con un +1,4% in dicembre rispetto a novembre, un +1,3% nel trimestre ottobre-dicembre 2016 rispetto al corrispondente trimestre 2015 e un +6,6% in dicembre 2016 rispetto allo stesso mese del 2015 la produzione industriale italiana nel corso del 2016 ha guadagnato in media una crescita dell’1,6%.

Energia (+11,9%), beni intermedi (+7,8%) e beni strumentali (+7,3%) sono i settori cresciuti maggiormente nell’indice destagionalizzato tendenziale, ma anche i beni di consumo seppure in modo più contenuto, guadagnano un +2,3%.

Per la presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Cristina Galbusera, «se lo scenario dei mercati internazionali è migliorato nel suo complesso, l’Italia avanza ancora molto lentamente. La discesa sembra essersi arrestata e si percepiscono segnali positivi anche della domanda interna, non si può però parlare di vera ripresa».

E anche se la legge di Bilancio sostiene le imprese, «tuttavia manca ancora un intervento organico di politica economica che, col completamento delle riforme, è indispensabile per ridare input al sistema produttivo e con esso allo sviluppo del Paese. Per consolidare la crescita sono necessari questi interventi strategici, oltre alla stabilità politica. In caso contrario, temo non si possa uscire da un progresso ancora debole, di dati altalenanti, anche per quanto riguarda il nostro territorio».

I settori di crescita indicati dall’Istat riguardano anche Lecco: «Nelle ultime rilevazioni - spiega Galbusera - abbiamo osservato nelle nostre province segni di miglioramento, che riflettono quindi la tendenza generale dei settori trainanti, anche se il quadro complessivo è sempre eterogeneo e con andamenti diversi da azienda ad azienda».

Sul fatto che, di nuovo, ci siano cenni di ripresa ma senza crescita di occupazione afferma che se ne esce «con una strategia organica di politica economica, con il completamento delle riforme e con la stabilità. Elementi necessari per consolidare i cenni di crescita e trasformarli in vera ripresa per le imprese e per tutta l’Italia».

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