Primaluna , ciclabile chiusa per danni   «La Regione intervenga o non apro più»
Chiusa la ciclabile per i danni del maltempo

Primaluna , ciclabile chiusa per danni

«La Regione intervenga o non apro più»

A seguito del maltempo tra Cortabbio e Cortenova gli argini sono stati erosi

Il sindaco categorico: «Il Pioverna è pieno di materiale e quando si ingrossa corrode i lati»

Chiusa la pista ciclabile in località Fregera, tra Cortabbio e Cortenova, nel tratto tra il ponte che attraversa il torrente Pioverna ed il confine con il comune vicino a seguito del forte maltempo della settimana precedente che ha eroso gli argini.

Ed il sindaco Mauro Artusi annuncia: «Non intendo riaprirla fino a che non interverrà la Regione».

Pubblica sicurezza

L’ordinanza di chiusura è dovuta, per motivi di pubblica incolumità, visto che la piena del torrente ha provocato ulteriori danni alla sponda che , arrivando ora a lambire la pista. È necessario un intervento di somma urgenza per l’arginatura del torrente prima di pensare a riaprire la pista.

«Siamo arrivati oltre i limiti di sicurezza, a poco più di un metro dalla pista. Sono anni che scrivo a destra ed a manca – afferma il primo cittadino di Primaluna – e l’unica risposta finora l’ho ottenuta dall’assessore regionale al territorio Viviana Beccalossi che ha stanziato 350mila euro per sistemare le sponde del Pioverna. Sono però briciole per alcuni minimi interventi e con un ritardo vergognoso».

I lavori sono stati appaltati nel febbraio scorso per ripristinare briglie, scogliere ed argini danneggiati dal torrente nei comuni di Primaluna, Cortenova, Barzio, Pasturo ed Introbio. Non bastano però questi interventi a spot c’è un problema più grosso da risolvere, soprattutto nel tratto di Primaluna: «La Regione deve intervenire poiché il Pioverna è pieno di materiale. Nessuno fa nulla e quando il torrente si ingrossa l’acqua scorre a ridosso dei lati ed erode le sponde. Tra un po’ sarà un disastro».

Va svuotato l’alvero

Va semplicemente svuotato l’alveo del torrente e solo la Regione può farlo in quanto il materiale trasportato dalle piene è di proprietà demaniale.

«La pista è il fiore all’occhiello della valle. - ricorda il sindaco Artusi – Non la riaprirò più finche non si sveglia qualcuno ed interviene Ho già sollecitato la Regione ed il presidente provinciale Flavio Polano che concorda che l’intervento deve essere eseguito». Il problema è noto perché già nel 2014 era stato chiuso a scopo precauzionale il tratto di pista ciclabile compreso tra il ponte di via Caraletta, a Barcone, al confine con Introbio, e 300 metri oltre l’area della nuova pesa pubblica, nella frazione di Cortabbio, nella zona di via Fregera, verso il confine con Cortenova. Il sopralluogo dell’ufficio tecnico con lo Ster di Lecco, aveva riscontato la sussistenza di condizioni di pericolo dovute ad alcuni crolli di scarpata dell’argine sinistro.

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