Poste, ci attende un’estate di passione
Il centro di smistamento di Merate

Poste, ci attende un’estate di passione

Lecco, un problema cronico: manca personale e i dipendenti in forza vanno in ferie, così in vista orari ridotti e aperture a giorni alterni. Uno stato di sofferenza generalizzato nei 96 uffici del territorio

Sarà un’estate complicata sul fronte Poste. Mancano i dipendenti e quelli in servizio dovranno fare le vacanze: gli uffici postali del capoluogo ridurranno gli orari, soprattutto nei plessi rionali, con aperture a giorni alterni. Dopo la chiusura degli sportelli di Acquate e San Giovanni è in arrivo la razionalizzazione estiva.
«Lavoriamo con organico sottodimensionato, una trentina di dipendenti andati in pensione negli ultimi anni non sono stati sostituiti, i portalettere trimestrali e così pure gli addetti agli sportelli non vengono più assunti. Inoltre ci sono numerosi addetti con contratto part-time che attendono invano di essere inseriti a tempo pieno». Antonio Pacifico, sindacalista Cisl per il settore Poste, traccia un quadro tutt’altro che roseo.
Attualmente nei 96 uffici postali dislocati tra il capoluogo e il territorio, lavorano complessivamente 550 persone, di questi 300 negli uffici e i restanti sono addetti allo smistamento del recapito e portalettere.
«Venerdì a Barzanò c’era un solo dipendente presente, a Oggiono e Dolzago il personale è ridotto e ogni giorno si creano lunghe attese - prosegue Pacifico - ad Abbadia c’è una sola dipendente per un paese di oltre 3 mila abitanti con un volume di lavoro pesante, a Viganò è rimasto un solo sportellista, così come a Cremella. A Barzanò dai cinque dipendenti degli scorsi anni ne è rimasto uno solo pronto ad andare in pensione a luglio, e che da giugno terminerà il servizio visto che si trova le ferie da recuperare». Ma non solo. «Da lunedì - assicura Pacifico - con lo sciopero degli straordinari, se al momento della chiusura allo sportello ci sarà gente in attesa si chiuderà lo stesso, non si smaltirà la coda come solitamente avviene».
Fino al 25 maggio i dipendenti di Poste non faranno nessun straordinario, e di conseguenza terminato l’orario di lavoro, non sostituiranno colleghi assenti come solitamente succede, soprattutto per il recapito della corrispondenza. Lo sciopero è stato proclamato Cisl Poste, Sailp Confsal, Failp Cisal e Ugl Com.ni, contro la decisione dell’azienda di non rispettare gli accordi raggiunti col sindacato. Il 23 maggio sarà poi la volta dello sciopero generale contro la svendita di Poste italiane e la riorganizzazione del settore recapito.

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