Ponte, l’attesa si allunga  Altri due mesi di indagini
Si allungano i tempi dei lavori della commissione nominata dal ministero per indagare sul crollo

Ponte, l’attesa si allunga

Altri due mesi di indagini

AnnoneIl ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha dato la proroga

Ma i sindaci temono che la ricostruzione del sovrappasso si allontani

I tempi si allungano, per dare soluzioni alla viabilità dopo il crollo del ponte: ciò, non soltanto per le ripercussioni del referendum sul Governo; infatti, l’ultima novità è che il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha autorizzato una nuova fase di indagine per la commissione ispettiva istituita il 28 ottobre scorso sul cedimento del cavalcavia.

Altri sessanta giorni: «La decisione – fa sapere Graziano Delrio - si è resa necessaria al fine di consentire alla commissione stessa di effettuare ulteriori approfondimenti».

L’istituzione della commissione d’inchiesta era stata riferita dal viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini, la sera stessa, mentre su Annone confluivano ulteriori soccorsi, forze dell’ordine, troupe televisive e curiosi.

L’annuncio

Nencini si presentò – attesissimo – e, ai microfoni, dichiarò: «Istituiremo una commissione d’inchiesta, per valutare l’accaduto, in tempi brevi».

Purtroppo, oltre un mese è già trascorso e se ne prevedono almeno altri due; intanto – come già emerso dai sindaci all’indomani del voto – il referendum sta riscrivendo il futuro del governo Renzi, al quale Graziano Delrio appartiene.

La nuova fase di indagine per il ponte di Annone va, inoltre, di pari passo con la medesima decisione presa per il ponte di Isella, in tal caso dai consulenti di Anas che hanno prodotto l’altro giorno una relazione sostanzialmente interlocutoria; il cavalcavia di Isella è chiuso dall’inizio di novembre: a causa di criticità, Anas e amministrazione comunale hanno temuto che potesse non reggere il sovraccarico di traffico, in quanto sempre più veicoli l’avrebbero utilizzato in alternativa a quello crollato.

Per Isella, la relazione depositata l’altro ieri s’è limitata a «riassumere le criticità emerse dall’esame visivo e richiedere un ulteriore approfondimento», ha già spiegato il sindaco, Baldassare Mauri. A Civate si tratterà di fornire agli ingegneri indicati da Anas il progetto originario, da «reperire negli uffici della Provincia, di Como o di Lecco, o - teme sempre il sindaco - chissà dove».

Indagini

Quanto, invece, al cedimento del cavalcavia di Annone, la nuova fase di indagine è stata autorizzata dal ministero in considerazione delle gravi implicazioni: il ponte ha fatto un morto, inoltre – da quanto emerso anche in seguito a inchieste giornalistiche come quella della trasmissione Tv “Report”, di Rai3 – potrebbe essere stato l’ultimo anello di una serie nera, con crolli in varie parti d’Italia e carenze strutturali, nonché gravi ombre sugli appalti di Anas. Ad Annone, il ponte era stato riparato nel 2006, con una spesa di centomila euro, a seguito del danneggiamento subìto dal braccio di una gru; sin da allora (ed è stato ribadito lo scorso ottobre) i sindaci dell’epoca avevano obiettato sull’adeguatezza della soluzione, ma per Anas «la responsabilità del crollo è della Provincia e dei trasporti eccezionali, che su quel cavalcavia non dovevano passare».

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