Parrucchiera multata  «È ingiusto, farò ricorso»
Mara Lucci all’esterno del proprio negozio di parrucchiera (Foto by Foto Menegazzo)

Parrucchiera multata

«È ingiusto, farò ricorso»

Oggiono, maxisanzione per essersi fatta una messa in piega nel negozio

«Tanti attestati di solidarietà, per me ora è una questione di principio»

Ha suscitato un enorme scalpore il caso della parrucchiera di Oggiono, Mara Lucci, sorpresa mercoledì dai finanzieri a farsi fare dalla propria dipendente una piega (da 10 euro) nel suo stesso salone, di via Montegrappa, senza auto-emettersi la ricevuta.

«La mia dipendente Stefania Burini si è recata fin da giovedì in Guardia di finanza - fa sapere - dove le è stato confermato che il verbale era stato già inoltrato all’Agenzia delle entrate; il mio commercialista, sentito il mercoledì stesso del verbale, ha ribadito gli stessi concetti: la norma esiste, prevede sanzioni e pertanto ci dobbiamo aspettare un atto di accertamento da 500 euro; a noi poco importa se, aderendo poi a modalità di pagamento breve, la cifra potrà diventare magari lievemente inferiore: resta il principio».

«Pertanto – afferma la Lucci - la nostra intenzione è di presentare ricorso, cioè una memoria all’Agenzia delle entrate, ricostruendo le circostanze, che riteniamo sproporzionate».

Tantissimi la pensano come Mara Lucci, a giudicare dalle manifestazioni di solidarietà che ieri ha ricevuto, direttamente in salone e sui social network:

«La solidarietà mi ha fatto, naturalmente, piacere – commenta la parrucchiera – I motivi, però, per i quali mi sono rivolta alla stampa erano più che altro due: rendere nota la vicenda per risparmiare, possibilmente, ad altri la medesima disavventura; e dare risalto a un atteggiamento sanzionatorio secondo noi per nulla ispirato al buon senso, diretto contro chi lavora onestamente: e questo lo ripeto; dal mio negozio non è uscito mai nessuno senza la fattura; ciò che è successo e che una dipendente ha acconciato la propria titolare ed io stessa non ero nemmeno uscita dal negozio prima che i finanzieri arrivassero a muovermi la contestazione; anzi, non ho avuto neppure il tempo di avvicinarmi alla cassa, qualora avessi voluto farlo».

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