Notai e amministratori  Patto per chi compra casa
Pierluigi Donegana

Notai e amministratori

Patto per chi compra casa

Una convenzione per garantire gli acquirenti ed evitare brutte sorprese sulle spese di condominio

Una convenzione tra notai e amministratori di condominio che dovrebbe rendere più semplici i rapporti tra le due professioni e, di conseguenza, facilitare il compito anche di chi si imbarca in un’operazione molto importante come l’acquisto della casa. Chi lo fa deve, infatti, passare da tutta una serie di situazioni.

Dal mediatore immobiliare al notaio, dal notaio alla banca, al mutuo, alle spese condominiali pagate o no, a tanti altri problemi. Fino ad arrivare al rogito. I notai svolgono un ruolo decisivo nella verifica della legalità dell’operazione. Il presidente dell’ordine dei Notai, Pierluigi Donegana ha spiegato: «I notai hanno una percentuale di contenzioso pari allo 0,07 per cento. Nei paesi anglosassoni dove non ci sono i notai, il contenziosi arriva al 25-30 per cento. In questa situazione il rapporto con gli amministratori di condominio è decisivo: le spese condominiali sono pagate o no? Quelle straordinarie possono risalire anche ad anni prima. E le spese ordinarie? A livello locale abbiamo pensato di prendere un accordo quadro con l’associazione più rappresentativa degli amministratori condominiali, l’Anaci, per facilitare queste operazioni». Un “patto” di mutua assistenza nello svolgimento delle pratiche: «Un accordo di questo genere può in qualche misura rendere più facile la vita di chi acquista una casa. E migliorerà il lavoro nostro e degli amministratori perché, pur avendo ben chiari i due ruoli, l’unione fa la forza».

Anche Marco Bandini, presidente di Anaci Lecco, ha dichiarato: «È il primo protocollo di questo tipo in Italia. Per questo lo invieremo ad Anaci nazionale perché si possa estenderlo, modificato come si vuole, in tutta Italia. Non è un accordo coreografico, ma di sostanza: i nostri associati possono ricevere consultazioni da parte dei notai, in merito ai dubbi che possono insorgere nelle compravendite dei nostri clienti. È un protocollo, però, pensato per la clientela: quando i nostri clienti vengono per ottenere liberatorie per pagamenti di spese ordinarie o straordinarie, molte volte queste ricevute si perdono. Noi le passiamo direttamente ai notai. Così l’utenza avrà più tutela». D’altronde gli amministratori e le persone coinvolte sono tantissime: «Abbiamo 100 associati – spiega Bandini - ogni collega gestisce una media di 40 condomini i quali a loro volta hanno una media di 20 nuclei famigliari ciascuno. I conti sono presto fatti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA