«No ai fagiani liberati  per mandarli a morire»
Le regole venatorie prevedono che si possa sparare solo ai maschi

«No ai fagiani liberati

per mandarli a morire»

Zampamica contro le campagne di ripopolamento in Valsassina

«Così è sbagliato, gli uccelli non sono in grado di sopravvivere»

L’ultimo episodio in viale Turati, a Lecco, quando un fagiano che aveva perso l’orientamento si è letteralmente schiantato contro una vetrina di viale Turati, a Lecco.

Si trattava, con ogni probabilità, di uno degli esemplari di allevamento acquistati e liberati in mezzo ai boschi dai cacciatori.

Si tratta di un’usanza consolidata per ripopolare i boschi. Ma adesso gli animalisti dicono basta.

«Ogni anno migliaia di fagiani vengono acquistati in allevamenti e lasciati liberi solo per la caccia - accusa l’associazione Zampamica - Questi poveri animali si ritrovano soli, senza saper sopravvivere. Molti di loro muoiono, non solo per la caccia, ma anche perché volando verso la città in cerca di cibo possono essere investiti, presi da cani o possono finire in trappole mortali».

Ma i cacciatori non ci stanno e replicano: «Basta accuse infondate, noi rispettiamo la legge».

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