Lo stabilimento Mauri  mette i formaggi in vetrina
Una fase della lavorazione del formaggio nello stabilimento di Pasturo

Lo stabilimento Mauri

mette i formaggi in vetrina

Il presidente di Federalimentare a Pasturo, una tappa del nuovo corso delle industrie del settore che puntano sull’apertura al pubblico per dare fiducia

la Mauri Formaggi di Pasturo ha ricevuto la visita di Luigi Scordamaglia, presidente nazionale di Federalimentare (Federazione italiana industria alimentare). Il presidente ha visitato l’azienda accompagnato per la Mauri da Emilio Minuzzo, che recentemente è entrato a far parte della giunta nazionale dei Giovani imprenditori di Federalimentare. La visita si inseriva nell’iniziativa “Apertamente” voluta da Federalimentare e patrocinata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca.

L’iniziativa, che ieri ha visto al centro la Mauri, è stata pensata per aprire le porte degli stabilimenti alimentari di tutta Italia ai cittadini. «Mai come oggi – ha sottolineato il presidente Scordamaglia - è importante che i consumatori possano vedere con i propri occhi, toccare con mano la nostra industria, osservare direttamente la qualità della filiera che porta il cibo sulle nostre tavole. Infatti, nonostante la nostra industria alimentare risulti fra le più sicure al mondo il cibo sembra essere in cima alle paure degli italiani, mentre il mondo invidia e prende a esempio il nostro modello. Basti dire che per i controlli sulla sicurezza le nostre aziende alimentari investono il 2% del fatturato annuo, quasi 3 miliardi di euro, e impiegano oltre 85 mila persone, su un totale di 385 mila occupati, per i controlli sulla sicurezza».

Ieri il presidente di Federalimentare ha potuto ammirare un’azienda in cui innovazione e tradizione sono strettamente legate ed è rimasto colpito di come questo connubio alla Mauri sia fisicamente constatabile. Del resto visitare la Mauri di Pasturo è un’esperienza interessante sotto vari punti di vista. Innanzitutto colpisce la bellezza di una ristrutturazione che ha voluto mantenere intatte quelle grotte che hanno visto la nascita dei formaggi Mauri nel 1920; in secondo luogo impressiona come tutto questo sia stato ottenuto salvaguardando i più innovativi sistemi di produzione e di garanzia della qualità del prodotto. «La Mauri – ha detto l’amministratore delegato Nicoletta Merlo - ha saputo crescere trovando il giusto equilibrio tra innovazione e tradizione; in questo modo produciamo e distribuiamo in tutto il mondo formaggi di eccellenza».

Disposta su tre piani, la sede di Pasturo si presenta al visitatore come una vera e propria fabbrica delle sorprese. L’azienda è praticamente dentro la montagna, di cui ha conservato quelle grotte che permettono alla stagionatura di essere unica e, per molti aspetti, ancora naturale. Sono le correnti d’aria che arrivano naturalmente dalla Grigna a contribuire alla stagionatura di formaggi unici nel loro genere. Visitare la Mauri è una vera esperienza, sia per la modernità dei nuovi impianti sia per la cura con cui sono state mantenute le grotte originarie.

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