Lecco, trimestre d’oro  Esportazioni: più 4%
Il metalmeccanico lecchese, settore principe delle esportazioni, torna a crescere dell’uno per cento

Lecco, trimestre d’oro

Esportazioni: più 4%

Gli ultimi tre mesi dello scorso anno segnano per la provincia di Lecco una buona tendenza e portano il bilancio globale del 2016 a un più 1,2%

Nell’ultimo quarto del 2016 Lecco, con una crescita del 4%, si è distinta fra le sei province lombarde con un più intenso incremento tendenziale di commercio estero.

L’export lecchese chiude l’intero anno in crescita dell’1,2% «grazie a un diffuso miglioramento degli scambi, con solo due tipologie in contrazione: i macchinari a controllo numerico (-6%) e gli apparecchi elettrici (-3%). Crescita del 32% invece per il valore delle esportazioni di computer e ottica, mentre i mezzi di trasporto segnano un +11%. Bene anche per gomma e plastica (+9%), prodotti in legno e carta (+9%). Crescita dell’1% per i prodotti in metallo, prima categoria dell’export locale con una quota del 37% sul totale esportazioni.

Secondo gli ultimi dati diffusi da Unioncamere Lombardia la fine del 2016 ha registrato un incremento di esportazioni che rendono «il 2016 un anno complessivamente positivo anche se significativamente più debole del 2015, con il valore delle esportazioni cresciuto in Lombardia dello 0,8% su base annua contro il +1,6% dello scorso anno».

Crescita dunque dimezzata rispetto allo stesso periodo del 2015 ma comunque crescita, che si è fatta sentire soprattutto nelle vendite all’estero dirette verso i Paesi Ue (+1,6% nel quarto trimestre) ma anche verso il resto del mondo (+2,2%).

Guardando all’intero anno, complessivamente il 2016 si chiude con un +2% di export verso l’Ue e con una flessione dello 0,7% verso gli altri mercati rispetto al 2015.

Nel dettaglio provinciale la Lombardia si presenta divisa in due, con Lecco che sta nella parte migliore dei dati. L’incremento di esportazioni più intenso spetta a Cremona (+12,1%), seguita da Mantova (+7,9%), Monza e Brianza (7%), e Bergamo (+3,4%). Segno leggermente negativo (-0,5%) per Brescia e in sensibile calo Varese (-12,7%), Lodi (-5,6%), Sondrio (-4,6%), Pavia (-1,8%) e Como (-1,1%). Mentre “per alcune province - affermano gli analisti di Unioncamere - tutto l’anno è stato caratterizzato da una contrazione dei valori esportati, come per Varese, Pavia, Sondrio, Como e Brescia, per Lodi il segno negativo è limitato al quarto trimestre dell’anno, mentre il resto del 2016 è stato positivo». Bene anche Milano (+3,9%).

Circa i prodotti, quelli in metallo, che riguardano più direttamente l’export lecchese, «dopo un 2015 e un inizio 2016 negativi - spiega Unioncamere - ritrovano il segno positivo” con il +4% registrato in chiusura d’anno. Un dato che però non riesce a risollevare la media dell’anno, che chiude complessivamente con una leggera flessione (-0,7%)».

Al primo posto per esportazione ci sono i prodotti tessili e in pelle (+7,7% sull’ultimo trimestre e +5,5% sull’anno), la chimica che segna una forte accelerazione (+8,1%) a fine anno e i farmaceutici (+18% sull’ultimo trimestre e +10,8% sull’intero anno).

Anno positivo, il 2016, anche per l’export alimentare, che dopo un 2015 poco dinamico nel 2016 ritrova una crescita del 12,7% sul quarto trimestre e chiude l’anno con un aumento complessivo del 7,6%.

© RIPRODUZIONE RISERVATA