Lecco: «Traslocano Comune  e richiedenti asilo»
Una foto di Virginio Brivio in municipio . Anche gli uffici si trasferiranno presto

Lecco: «Traslocano Comune

e richiedenti asilo»

L’intervista A settembre via libera ai vigili del fuoco. «Centro sportivo del Bione, finalmente ci siamo. I soldi per il teatro ci sono, per noi è una priorità», ma sui tempi non dice nulla. Insomma, per il sindaco Brivio va (quasi) tutto bene.

In pieno clima vacanziero abbiamo incontrato il sindaco di Lecco, Virginio Brivio. Lo abbiamo sentito in merito ad alcune problematiche che coinvolgono la nostra città e gli abbiamo anche chiesto quali siano le scadenze più urgenti che coinvolgeranno l’amministrazione al termine di questo mese di agosto.

I rifugiati lasceranno l’area del Bione?

Sicuramente. Tutti, compresi i nomadi, dovranno lasciare quell’area entro settembre per permettere l’inizio dei lavori della costruzione della nuova caserma dei vigili del fuoco. Ci tengo comunque a sottolineare che i circa 230 rifugiati del Bione erano in aggiunta ai numeri spettanti al Comune di Lecco. Per questo mi pare che a questo punto ci vorrebbe più consapevolezza e meno demagogia da parte di tutti i Comuni della nostra provincia. C’è una gara a tirarsi indietro che non mi pare seria. In un’estate in cui non c’è stato un aumento dei numeri dei rifugiati, credo che lo smantellamento di quel campo, con una opportuna redistribuzione tra i vari Comuni, sia opportuna. E’ il momento di fare ciascuno la propria parte.

Recentemente il Comune di Lecco ha emesso l’ordinanza anti accattonaggio. A che punto siamo con la sicurezza in città? In via Bovara c’è stata una brutta aggressione.

Per la nostra Amministrazione sicurezza e decoro urbano sono al centro del vivere bene la propria città, nonché fondamenti della comunità: sono un bene pubblico e come tali vanno tutelati il più possibile. Collaboriamo a stretto contatto con le forze dell’ordine per garantire tutto questo. Polizotti e carabinieri passano in centro, anche se a me piacerebbe che lo facessero a piedi e non in auto, preferita per garantire il pronto intervento. Resta il fatto che accanto a questo la nostra rete dei servizi continuerà a lavorare in un’ottica di prevenzione e attenzione verso i soggetti più fragili.

Qualche settimana fa il consigliere comunale Filippo Boscagli ha accusato la sua amministrazione di immobilismo, praticamente bocciandola su tutti i fronti. Cosa risponde?

Mi pare che Filippo Boscagli applichi da qualche tempo stereotipi non collegati alla realtà. Credo sia il momento di uscire dalle logiche delle tastiere dei telefonini. Intendiamoci, sono il primo a sapere che ci sono cose da migliorare, ma da qui a dire che non si è fatto niente ce ne corre.

Cosa ci aspetta nei prossimi mesi?

Il prossimo consiglio comunale di fine settembre sarà importante per l’approvazione del nuovo Documento di programmazione. Inoltre entro fine anno contiamo di approvare il bilancio.

Tra le priorità immagino ci sia il Centro sportivo del Bione.

Certamente. Non nego i ritardi, ma entro il 2018 sarà emesso il nuovo bando per assicurare un degno futuro alla struttura. Vorrei sottolineare che nonostante i gufi, che avrebbero sperato nella sua chiusura per strumentalizzarla politicamente, il Centro del Bione non è mai stato chiuso.

Uno dei fatti meno considerati, ma importanti riguarda il trasferimento degli uffici comunali. Si farà nei prossimi mesi?

E’ una priorità. Gli uffici saranno trasferiti in Via Marco d’Oggiono. In questo modo saranno dismessi gli spazi di via Sassi. Non è un trasloco semplice ma sarà fatto.

In ambito sociale cosa dobbiamo attenderci?

Sono due le prossime scelte. La prima riguarda la forma gestionale dei servizi sociali per valorizzare l’apporto del privato e del privato sociale. In secondo luogo daremo vita ad una “agenzia per la casa”. Una collaborazione tra pubblico e privato perché il mercato dell’affitto offra garanzie maggiori e dia nuove opportunità a chi ha bisogno.

Turismo e cultura. Come ci si muoverà?

In tema di turismo è necessario un colpo di reni per creare una maggiore attrattività. In questo senso ci sono già le risorse economiche per una variante al piano regolatore che permetta di aumentare la dotazione di posti letto. Un passaggio che reputo indispensabile.

Quando si parla di cultura non si può dimenticare la situazione di Villa Manzoni, a che punto siamo?

Continueranno gli interventi parziali (per cui è già a disposizione un milione di euro) per sistemare le sale espositive e il percorso manzoniano, ma il progetto va poi portato avanti. Per questo stiamo perseguendo la strada dei bandi regionali ed europei. Abbiamo anche instaurato una fattiva collaborazione con l’Istituto Treccani per portare nella Villa del Caleotto il Museo della Lingua Italiana. A livello generale continuerà poi la politica dell’estensione degli orari di biblioteca e musei per qualificare ulteriormente la nostra offerta.

Altro punto dolente è la chiusura del Teatro della Società. Farete in modo di riaprirlo il più presto possibile?

Per noi è una priorità assoluta. Ci sono già le risorse economiche, circa un milione di euro. L’iter per l’appalto è già iniziato. Resta ora da mettere in programma i vari interventi da effettuare, visto che abbiamo a che fare con una struttura storica e di pregio.

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