Lecco, sugli estintori   il Comune è fuorilegge

Lecco, sugli estintori

il Comune è fuorilegge

I circa seicento dispositivi anti-incendio degli edifici municipali (tra cui asili e scuole) non sono a norma. La revisione doveva essere fatta nel settembre di un anno fa, si dovrebbe rimediare a partire da lunedì

Circa seicento estintori non a norma. Decine in tutti gli edifici comunali. In municipio, in tutti gli uffici di piazza Diaz, ma anche negli altri stabili comunali: scuole elementari, scuole materne, musei, comando della Polizia locale, archivi.

Tutti gli estintori, le manichette, i presidi antincendio, non sono stati revisionati, come da obbligo di legge, da settembre del 2016 fino a lunedì prossimo quando, pare, interverrà la nuova ditta incaricata. Però siamo a novembre, per cui, il Comune e tutti i suoi palazzi ovunque ubicati sono rimasti “scoperti” dalle revisioni che certificano l’idoneità del materiale antincendio a svolgere la propria funzione. Siamo convinti che di problemi di sicurezza effettivi non ce ne siano: abbiamo verificato di persona che tutti gli estintori del palazzo comunale hanno gli indicatori del manometro sul verde.

Il che dovrebbe garantire la funzionalità degli estintori stessi. E sulle manichette, non revisionate anch’esse, ci sono sembrate tutte in buone condizioni e, comunque, correttamente conservate. Ma non è questo il punto: qualcosa negli uffici del settore Lavori pubblici, non ha funzionato. E la violazione delle norme, è grave. Se fosse successo qualcosa nelle more di queste revisioni, e i dispositivi non avessero funzionato, le assicurazioni non avrebbero pagato.

Abbiamo verificato, per capire se il problema è esteso anche ad altri enti, negli uffici della vicina Provincia (Villa Locatelli) e in stazione. Ma lì tutto sembra a posto. La segnalazione sul Comune ci è arrivata da un cittadino che, frequentando gli uffici comunali, quasi per caso si è imbattuto in una delle targhette di cartone appese alle bombole piene di polvere, di schiuma o di altre sostanze atte a spegnere diversi tipi di incendio (ci sono quelle dedicate al fuoco, quelle da usare sugli impianti elettrici, ecc.). E il nostro controllo ha riguardato tutti gli uffici aperti al pubblico del Comune: abbiamo guardato le targhette dell’estintore fuori dalla sala Giunta, quello ai lati dell’ascensore che porta in Sala consigliare, quello delle macchinette dove i dipendenti prendono il caffè, quello davanti al pilastro che porta all’anagrafe, quello fuori dall’anagrafe. Poi ci siamo fermati.

Il responso era univoco: non a norma. Il che, pur non rappresentando un pericolo immediato (gli estintori sono davvero tanti e se anche non ne funzionasse uno, ce ne sono molti ai quali poter ricorrere, nei paraggi), costituisce un problema formale e sostanziale. Causato, è sembrato di capire, dalla scadenza dell’appalto generale delle manutenzioni ordinarie e straordinarie con la ditta che, incaricata nel marzo 2014 per un importo di circa un milione di euro più Iva, ha cessato i propri servizi qualche mese fa (a febbraio aveva operato una manutenzione al Cimitero di Castello). In realtà il nuovo appalto per la verifica e le manutenzioni dei dispositivi antincendio è già stato fatto. Il 14 settembre, infatti, risulta incaricata l’Impresa Termoidraulica Carlomagno-Rito di Lomagna: un impegno a favore della ditta per 40.276,98 euro iva inclusa (già scontato).

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