Lecco. Nei corsi in azienda  si parla molto di export
Per le aziende è sempre più importante la formazione continua dei lavoratori

Lecco. Nei corsi in azienda

si parla molto di export

Api Lecco prepara le nuove iniziative, cresce lo spazio ai temi dell’internazionalizzazione. Un progetto riguarda la partecipazione alle fiere

Le esigenze delle aziende in fatto di formazione crescono e Api Lecco adegua l’offerta di corsi con un nuovo progetto, ancora in preparazione, per l’aggiornamento dei dirigenti d’azienda.

Ad anticipare l’idea ancora allo studio in base a ciò che nello specifico chiedono le imprese è Domenico Calveri, responsabile della formazione per l’associazione di via Pergola, che tira le somme di quanto realizzato nel 2016 coi corsi di Api Lecco.

Calveri spiega che l’anno si è chiuso con dati in crescita, con la realizzazione di quattrocento corsi per un totale di quattromila ore di formazione, col coinvolgimento di oltre tremila lavoratori.

Circa i contenuti, il 70% dei corsi riguardano qualità e sicurezza più o meno in pari misura, il 20% la produzione e la gestione aziendale e il 10% l’internazionalizzazione, su cui l’associazione continua ad investire creando ora una sempre più stretta sinergia fra l’ufficio estero, cogestito con Confartigianato, e la progettazione dei corsi per l’estero. Negli ultimi anni, con la domanda interna stagnante anche per le imprese di minori dimensioni l’export ha assunto un ruolo crescente.

Ai futuri corsi per dirigenti si aggiungono altre novità e ampliamenti di contenuti già in via di realizzazione, come l’apertura dei corsi mirati per singole piccole imprese e nuove iniziative dedicate alle pmi che vogliono sviluppare il commercio internazionale.

Proprio sull’estero è in continuo affinamento l’offerta formativa programmata sulla base delle esigenze che arrivano all’ufficio estero coordinato da Marco Piazza.

«Sono tre - spiega Calveri - i temi che stiamo sviluppando sull’estero attraverso i bandi Fapi. Il primo tema, che al di là dell’aspetto formativo è sviluppato dai progetti dell’ufficio estero, riguarda le fiere. In proposito il nostro affiancamento sta nel proporre corsi concreti che insegnino ai piccoli imprenditori come scegliere il tipo di fiera a cui partecipare, come porsi verso gli appuntamenti di settore, come utilizzare i dati raccolti, come eseguire il follow up degli incontri fatti in fiera, tutti temi per i quali abbiamo molte richieste».

L’offerta cresce anche con l’inserimento di un corso sulle tecniche sul commercio internazionale in cui si affronta la parte operativa e anche quella legislativa, con la messa a confronto degli aspetti legali di casa nostra rispetto a quelli del Paese estero di interesse.

Non ultimo, anche i tradizionali corsi di lingue cambiano pelle e subiscono un profondo rinnovamento: «I nostri corsi seguono il potenziamento linguistico in relazione alle pratiche commerciali con l’estero - afferma Calveri - con l’insegnamento di una microlingua strettamente commerciale e mirata sugli scambi internazionali». L’inglese, aggiunge, rimane la lingua più richiesta, con la possibilità di ottenere la certificazione Bulats: «Non tutte le aziende sono interessate ad averla - conclude Calveri -, ma diverse la chiedono in quanto utile per la gestione dei propri rapporti coi clienti più grandi, che la chiedono. E, comunque, spesso a volerla sono proprio i lavoratori».

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