Lecco. Metalmeccanici  «Il mio contratto è differente»
Il nuovo contratto dei metalmeccanici è stato oggetto di un convegno Confapi

Lecco. Metalmeccanici

«Il mio contratto è differente»

Il convegno Api. Aumentando di un anno la durata contrattuale si spostano in là gli aumenti ed è stata creata ex novo una sanità integrativa

Il nuovo contratto del lavoro siglato da Unionmeccanica Confapi guarda al futuro: tra le novità introdotte nel documento, che si è cercato di distinguere il più possibile da quello di Federmeccanica, spiccano flexible benefits, previdenza integrativa e sanità.

Sono queste alcune delle voci analizzate in occasione dell’incontro organizzato in Camera di Commercio dall’Api di Lecco in collaborazione con Unionmeccanica Confapi e l’Ordine dei Consulenti del Lavoro della Provincia di Lecco e intitolato “Nuovo contratto metalmeccanico e manager Pmi – più competitività per le imprese; più tutele per i lavoratori”.

Si tratta del rinnovo del contratto sottoscritto nel 2013 e scaduto alla fine dello scorso ottobre, riguardante i lavoratori addetti alla piccola e media industria metalmeccanica, orafa ed alla installazione di impianti. A illustrare alcuni dei contenuti del contratto è stato Sandro Bonaiti, presidente di Unionmeccanica Lecco. «L’input di Confapi per aprire la trattativa col sindacato è stata la richiesta di una totale condivisione, con la sottoscrizione di Fim, Fiom e Uilm, per non ripetere il rinnovo di tre anni fa, quando solo i metalmeccanici della Cgil firmarono il testo. Inoltre, la scelta è stata quella di una discontinuità rispetto al contratto di Federmeccanica».

Fatta questa premessa, Bonaiti è entrato nel merito dei contenuti principali, a partire dalla durata del contratto, passata da tre a quattro anni. «Aumentando di un anno la durata contrattuale si spostano più avanti nel tempo gli aumenti. Inoltre abbiamo creato ex novo una sanità integrativa, conferendo 60 euro a dipendente all’anno. Federmeccanica, invece, su questa partita dedica 150 euro per lavoratore. Non avremo comunque la necessità di creare un nuovo ente, per gestire questa partita, in quanto i fondi saranno gestiti da EDM, ente già funzionante».

Importante anche l’inserimento per la prima volta nel CCNL del welfare aziendale, uno «strumento poco usato e sottovalutato dalle nostre aziende. Ma sappiamo che consente di non gravare di contributi né l’azienda, né il dipendente, che intasca risorse nette. Infine, sono previsti aumenti concordati collegati al tasso di inflazione a consuntivo e non più a preventivo: saranno quindi basati su un dato certo».

Al convegno ha portato il suo contributo Matteo Dell’Era, presidente dei consulenti del lavoro della Provincia di Lecco. «Il welfare aziendale sarà la nuova frontiera per migliorare la qualità del tempo trascorso sul luogo di lavoro in termini di conciliazione. Inoltre, è in grado di stimolare una partecipazione più attiva dei dipendenti nel raggiungimento degli obiettivi aziendali».

Non poteva mancare, nelle osservazioni del consulente, la quarta rivoluzione industriale: «questa fase di cambiamento strutturale nelle nostre imprese inciderà fortemente sulle competenze per quanto riguarda un’utile occupazione dei lavoratori. La sfida si sposta sulla formazione e sulla riqualificazione dei collaboratori, che non possiamo perdere».

Il direttore Api Mauro Gattinoni si è soffermato in particolare sul welfare, analizzandone a sua volta le caratteristiche e gli effetti positivi che questo avrà anche sul territorio.

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