Lecco: meccanica  in crescita all’estero

Lecco: meccanica

in crescita all’estero

Importante la ripartenza degli investimenti, Lorenzo Riva (Confindustria): «Sono dati positivi ma settori come il tessile e l’edilizia faticano ancora»

Arrivano dati positivi dal manifatturiero che nei primi cinque mesi dell’anno ha segnato un fatturato in crescita del 4,7%, facendo dunque meglio rispetto al +3,7% dei tedeschi, e una crescita di oltre il 15% dell’export della meccanica lecchese nei primi tre mesi di quest’anno.

Le rilevazioni sono tendenziali (basate sul confronto con gli stessi periodi dell’anno scorso) e arrivano da Intesa Sanpaolo, nel primo caso dallo studio sui settori industriali realizzato con Prometeia, mentre i dati locali riguardano l’ultima indagine trimestrale del Monitor dei distretti realizzato dal servizio studi della banca. Il dato nazionale segna un ritorno ai livelli del 2011 ma registra tuttavia 9 punti percentuali in meno rispetto al 2008, prima che iniziasse la crisi finanziaria investisse l’economia reale e ciò anche se secondo gli analisti il risultato nazionale è dovuto in buona parte «alla vivacità della domanda interna e al tanto atteso risveglio del canale estero».

A crescere in particolare è la meccanica italiana (+5,8%) spinta soprattutto dalla domanda interna (+9,5%).

Ad aiutare il recupero di metallurgia e chimica sono la risalita dei prezzi delle materie prime che dura ormai da quasi un anno, mentre sulla meccanica hanno un ruolo gli incentivi di Stato agli investimenti, in particolare il superammortamento ora in attesa di riconferma con la prossima legge di Bilancio.

«Il dato della meccanica è molto positivo – afferma il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva -, a differenza di ciò che accade in altri settori. Il tessile continua a soffrire, l’edilizia è solo agli inizi di un momento positivo dopo anni di difficoltà. Certo, la meccanica è trainante ma il mio parere sulla ripresa rimane moderato».

La ripresa dunque sarà tale quando coinvolgerà l’intero sistema, «ma ora siamo in un momento in cui diversi settori non sono ancora pienamente fuori dalla crisi del 2008. Tuttavia i dati positivi fanno ben sperare, soprattutto se il Governo avrà la capacità di prorogare i finanziamenti col super ammortamento».

Per Riva, imprenditore della meccanica, aiutare le imprese a consolidare i segnali di ripresa «gioverebbe anche all’occupazione giovanile. I nostri giovani – sottolinea Riva – non sono un problema bensì un’opportunità per il Paese e dobbiamo dare loro un futuro. Un po’ di ripresa verso l’occupazione c’è, ma va incentivata».

Riva ricorda anche come nella manifattura l’Italia sia seconda solo alla Germania, «eppure la nostra politica sembra non rendersene conto. Senza industria il Paese non reggerebbe, anche perché si parla tanto di turismo ma questo settore non ha ancora una forza autonoma tale da reggere l’economia italiana come invece fa l’industria».

Nel confronto con la Germania Riva ci mette anche la politica: «La Merkel -afferma – guida il Governo tedesco dal 2005, noi stiamo cambiando la guida del Paese ogni sei mesi. Anche così le nostre industrie agevolano loro malgrado la concorrenza tedesca».

© RIPRODUZIONE RISERVATA