Lecco. L’export continua   a spingere i ricavi
Vengono dall’estero i segnali più incoraggianti per le imprese lecchesi che registrano un utilizzo degli impianti superiore all’80%

Lecco. L’export continua

a spingere i ricavi

Confindustria: l’Osservatorio della congiuntura a settembre mostra ancora una vivacità della domanda estera

La domanda interna resta stabile, mentre più vivace è quella estera che continua ad incidere in termini positivi sui fatturati delle nostre imprese. Mentre gli ordini in portafoglio restano ancora limitati temporalmente.

Sono alcuni degli indicatori contenuti nell’Osservatorio rapido relativo a settembre, condotto dai Centro studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como.

Gli indicatori associati a domanda, attività produttiva e fatturato delineano una fase di mantenimento dei livelli, confermato sia dai giudizi di stabilità espressi, sia dal bilanciamento tra indicazioni di diminuzione e di crescita.

La domanda interna risulta stabile, mentre migliora a livello dell’export dove un terzo delle imprese del campione (33,3%) comunica una crescita degli scambi, a fronte di una quota inferiore di realtà (24,2%) che indica un rallentamento.

L’attività produttiva è allineata a quanto registrato per la domanda nazionale; nel dettaglio si rileva stabilità per il 41,7% del campione, aumento dei livelli per il 30,1% e diminuzione per il restante 28,2%.

L’utilizzo degli impianti, per le realtà del campione risulta mediamente in crescita rispetto alle precedenti edizioni dell’Osservatorio, attestandosi a quota 80,1% (era 74% ad aprile e 70% per i primi sei mesi del 2017). Il fatturato è in crescita per un’impresa su tre (33,3%), rallenta per il 34,3% mentre si mantiene stabile per il 32,4%.

Le aspettative per le prossime settimane risultano orientate in prevalenza alla stabilità. Tuttavia, è rilevabile una maggior incidenza delle prospettive di crescita (24,3%) rispetto a quelle di rallentamento (10,3%).

I casi di insolvenza e i ritardi di pagamento, con il limitato orizzonte temporale di visibilità sul portafoglio ordini, continuano ad essere fattori penalizzanti per le imprese.

I fenomeni di insolvenza interessano in particolare quasi un’azienda su due (46,2%), con un peggioramento rispetto a luglio per il 17,2% del campione. La visibilità sugli ordini, invece, non supera il trimestre per quasi l’85% delle aziende intervistate.

Criticità anche sul versante dei costi di approvvigionamento delle materie prime, con un aumento per oltre quattro imprese su dieci (42,3).

Nei rapporti tra le imprese e gli istituti di credito si registra stabilità delle condizioni praticate; vi sono però indicazioni di aumenti che riguardano sia gli spread e i tassi applicati, sia le spese e le commissioni applicate dalle banche.

Lo scenario occupazionale risulta improntato ad una diffusa stabilità, con previsioni che confermano il mantenimento dei livelli anche nei prossimi mesi.

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