Lecco. Le  foto di Vergani  Racconto dal basso dell’Egitto
Cairo, uno scatto di Amedeo Vergani, maestro dei reportage fotografici

Lecco. Le foto di Vergani

Racconto dal basso dell’Egitto

Al Palazzo delle Paure l’anteprima de Il Cairo. Una rassegna di immagini scattate negli anni ’80, i fatti di vita di ogni giorno all’ombra delle piramidi

Con un abile reportage fotografico Amedeo Vergani, grande fotoreporter e ancor prima cronista di razza, è tornato, anche se solo sulle ali di toccanti ricordi di tanti anni fa. Lui infatti se n’è andato nel 2010.

Ieri mattina, al Palazzo delle Paure, è stata presentata l’anteprima di un’importante mostra di foto, voluta e allestita da “Immagimondo” , che Amedeo scattò negli anni Ottanta al Cairo. Queste immagini esordirono già nel 1993 in una mostra alla Triennale di Milano. Fu quello il primo dei tanti grandi successi ottenuti da “Amadeus” (così lo chiamavamo noi suoi amici, riconoscendo in lui i riflessi di un genio visto come un “Mozart della fotografia giornalistica”) nella sua carriera di fotoreporter, terminata purtroppo precocemente.

La mostra resterà aperta oggi “alle Paure”, fino alle 19. Ma si è detto di un’anteprima: infatti la vera inaugurazione della rassegna “Il Cairo” di Vergani, avverrà sabato 7, alle 18, alla Quadreria Bovara Reina, in via San Dionigi, 8, a Malgrate, sempre per iniziativa di “Immagimondo”. Resterà poi aperta dal giorno dopo fino al 22 ottobre, il venerdì dalle ore 18 alle 21, il sabato dalle 18 alle 20, la domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 18.

Perché abbiamo accennato a un ritorno di Vergani? Perché Lecco fu, negli anni Sessanta, l’inizio della sua bella storia di fotogiornalista. Fece irruzione nella città manzoniana pressappoco come un pioniere, fondando, su coraggioso incarico del direttore Gianni De Simoni, la redazione lecchese de La Provincia.

Furono anni assai intensi vissuti con l’entusiasmo, un po’ pazzo, di un giovane che vuole conquistare in fretta un posto di rilievo nel difficile mondo della comunicazione: in quei tempi però di certo molto più caldo e fantasioso, meno spinoso di quello di oggi. Amedeo però aveva dentro anche la musa della fotografia. Fece in fretta a passare dalla frontiera e cominciare a raccontare , a fare la cronaca, non più scrivendo, ma molto più in fretta con le immagini. Eccolo quindi in partenza verso i lidi più lontani e più ricchi di vita e sicuramente di emozioni forti: storie e impressioni da catturare con i “clic” della sua inseparabile Laica e da trasmettere al pubblico perché questi si emozioni con te.

Lui c’è sempre riuscito a far vibrare la gente con le sue immagini. Cominciò dunque con l’Egitto. Era l’Egitto degli anni Ottanta, l’Egitto di Mubārak. Vergani però non guardò alla situazione politico-diplomatica di allora, ma fu nell’universo brulicante di vita vera della gente in cui trovò le ispirazioni. Ricco di quella carica che poggiava sulla passione, sulla sua grande umanità, esplorò la vita sociale, il quotidiano. Raccontò soprattutto la strada.

Ci parlò delle Piramidi viste dai bambini che le vedono ruotare vorticosamente dai sedili di una giostra povera.

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