LECCO. La nuova Sabatini   guarda all’industria 4.0
La Sabatini è uno strumento molto apprezzato dalle imprese per effettuare investimenti

LECCO. La nuova Sabatini

guarda all’industria 4.0

Nel 2017 torna per le ditte l’opportunità di un contributo in conto interessi sugli investimenti. Il tecnico: «L’intervento sarà esteso per l’automazione»

Con il 2017 torna la possibilità per gli imprenditori di utilizzare il contributo fino ad oggi più richiesto per comprare macchinari.

Dal 2 gennaio si può tornare a far domanda per accedere ai fondi messi a disposizione dalla legge “Nuova Sabatini” rifinanziata con la legge di bilancio per il 2017 e la cui precedente edizione è stata sospesa nel settembre 2015 per esaurimento dei fondi.

Operativa dal 2014 (su legge del 2013) per aiutare le imprese a finanziare tramite banca o leasing con contributi in conto interessi investimenti in beni produttivi, ad oggi in tutt’Italia la legge Sabatini è stata utilizzata da circa 20mila imprese.

Su scala regionale lombarda ad oggi la legge ha erogato contributi per circa un miliardo di euro. Non ci sono statistiche provinciali disponibili, tuttavia, ci dicono consulenti e associazioni d’impresa locali, anche nel Lecchese il provvedimento ha avuto un buon utilizzo basato sia sull’entità del contributo sia sul fatto che il meccanismo consente alle imprese di accedere al contributo molto rapidamente, circa tre mesi dopo aver avuto parere positivo alla richiesta.

Con la nuova Sabatini il Mise (ministero per lo Sviluppo economico) riconosce alle Pmi un contributo a copertura degli interessi sui finanziamenti bancari utili ad investire in beni strumentali per importi compresi fra 20mila e 2 milioni di euro. Il contributo è dunque pari agli interessi calcolati sul piano di ammortamento a rate semestrali al 2,75% annuo per cinque anni. E ciò con la possibilità, per le Pmi, di chiedere che il finanziamento sia controgarantito dallo stato fino all’80% attraverso il Fondo di garanzia Pmi.

Circa l’intensità dell’utilizzo nel 2016 il punto di svolta si è verificato in maggio quando, ci ha spiegato di recente Luciano Baggioli, titolare di Innotec, società specializzata in bandi pubblici , le richieste hanno preso un ritmo che ha bruciato rapidamente i 5 miliardi di risorse disponibili sull’anno. Lo sgravio va solitamente a coprire gli interessi applicati dalle banche.

Il tasso di interesse della banca è influenzato dal costo della provvista Cassa depositi e prestiti in vigore al momento della concessione del finanziamento, e tiene conto di elementi di rating sull’impresa e della presenza di garanzie.

Ad ogni modo il contributo concesso dal ministero è sempre pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati al tasso del 2,75% sull’importo del finanziamento deliberato.

Una volta avuta l’approvazione della richiesta di contributo l’investimento relativo andrà realizzato entro un anno. «Prossimamente - afferma Baggioli - l’intervento sarà esteso, con un incentivo ancora superiore, agli investimenti in informatizzazione avanzata, in linea con Industria 4.0»,

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