Lecco. «Gli investimenti   possono decollare»

Lecco. «Gli investimenti

possono decollare»

Antonio Bartesaghi (Confidustria Lecco): «Con più stabilità e certezze la crescita si rafforzerà. Abbiamo carenze e oneri di sistema, ma anche capacità che sono però ancora più dei singoli che dell’insieme»

La Lombardia si conferma motore d’Italia e fra le sue province Lecco è fra quelle con i migliori risultati di produzione.

Secondo le ultime indagini congiunturali del primo trimestre dell’anno a livello locale la Lecco ha registrato una crescita su base annua del 5%, un punto sopra la media lombarda del 4%. La Lombardia traina la produzione nazionale con ordini esteri dell’industria in crescita del 7,5% sull’anno.

Nei dati Istat la crescita nell’industria è stata del 2,8% nel primo trimestre 2017 sul primo del 2016, ma con un calo dello 0,3% rispetto al quarto trimestre del 2016.

Ad Antonio Bartesaghi, presidente della categoria metalmeccanici di Confindustria Lecco e Sondrio, chiediamo cosa serva al Paese per rendere più omogeneo l’andamento della produzione industriale. Il dato è senz’altro legato a questioni di mercato relative all’andamento di singoli settori produttivi, con la meccanica lecchese che, ad esempio, va molto meglio del tessile comasco. Ma ci sono anche fattori comuni che frenano la crescita. Per Bartesaghi «fra le eccellenze italiane c’è la manifattura, fra cui quella metalmeccanica, che rappresenta una parte consistente dell’economia lombarda. È questa la fortuna dell’economia italiana in generale che si concentra soprattutto nelle nostre zone con un alto livello di imprenditorialità e ciò fa sì che nel momento in cui ci sono spiragli di mercato estero e nazionale gli incentivi statali di iperammortamento spingano parecchio gli investimenti delle imprese».

È questa spinta imprenditoriale ed economica, secondo Bartesaghi, a determinare un tasso locale di crescita superiore alla media nazionale. «Ma vista a italiano - aggiunge l’imprenditore - abbiamo altri settori, quali ad esempio il turismo o l’alimentare, meno soggetti ad investimenti in iperammortamento rispetto al metalmeccanico». E in proposito c’è dell’altro, perché il sostegno di Stato per comprare macchinari conta ma non è tutto: «Serve che l’economia abbia fiducia negli investimenti e ciò accade se c’è un contesto stabile e affidabile tale da indurre gli imprenditori ad investire cosicché mettendo i guadagni in azienda questi si riversano nel sistema. Quando ciò accadrà sono convinto che l’economia nazionale accelererà parecchio».

In merito a quanto affermato da Carlo De Benedetti che nella trasmissione “Piazzapulita” ha indicato l’Italia come «anello debole dell’Europa» e «calamita per la speculazione» , Bartesaghi si dice «meno pessimista. Siamo in una situazione non facile, ma l’Italia non è anello debole dell’Europa. Abbiamo difetti di sistema molto forti ma anche capacità che purtroppo sono ancora troppo più nei singoli che nel sistema. Ma confido nel Paese e non sono negativo sulla sua possibilità di ripresa».

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