Lecco. Export da record

2,3 miliardi di euro in sei mesi

Lecco. Export da record  2,3 miliardi di euro in sei mesi

La Camera di Commercio certifica la ripresa, Riva: «Si conferma la nostra vocazione internazionale»Gli scambi commerciali con l’estero pari a 3,7 miliardi

C’è soddisfazione fra le imprese lecchesi per come sta andando il business con l’estero. Di trimestre in trimestre nell’ultimo periodo a documentare la crescita sono le indagini congiunturali di Unioncamere e ora arriva anche un report dettagliato e di più lungo periodo della Camera di Commercio di Lecco che parla di «boom degli scambi commerciali con l’estero nei primi sei mesi del 2017, con la cifra record di 3,7 miliardi di euro». Di questi, la quota realizzata con le esportazioni è di circa 2,3 miliardi (+8,4% sul primo semestre 2016, contro il 7,4 lombardo e l’8% italiano), mentre il resto riguarda le importazioni dal mondo con un saldo positivo della bilancia commerciale locale per 810,9 milioni di euro, con una leggera flessione (-1%) rispetto a quanto fatto nel primo trimestre dell’anno scorso.

Ciò in un quadro nazionale che vede un saldo positivo di 19,1 miliardi ma in perdita del 18,3% sul primo semestre 2016. Resta invece negativo ma in miglioramento il saldo lombardo (-2,5 miliardi, +5,7% tendenziale).

Per il presidente della Camera di Commercio, Daniele Riva, i dati lecchesi elaborati su base Istat mostrano «il risultato più elevato di sempre per la nostra provincia. Sono numeri importanti che ancora evidenziano la vocazione internazionale delle micro, piccole e medie imprese lecchesi».

Sull’intero interscambio vince il settore meccanico, che si assicura una quota del 40%, contro il 35% della Lombardia e circa il 20% nazionale. «Nel metalmeccanico – spiega una nota della Camera di Commercio – il contributo lecchese all’export regionale rappresenta ben il 7,4% di quello regionale e il 2,6% italiano», e ciò con un numero di imprese lecchesi iscritte al Registro camerale pari al 2,7% di quelle lombarde e allo 0,4% enazionali. L’impegno lecchese anche in relazione alla Lombardia è dunque evidente e dovuto alla qualità di imprese «che nascono e traggono linfa dal territorio – aggiunge Riva - ma sono orientate verso una dimensione globale, capaci di esportare prodotti e qualità di quel made in Lecco frutto del nostro saper fare con cura, delle nostre conoscenze e competenze», in un contesto in cui la digitalizzazione e l’interconnessione degli scambi devono poter contare su «risorse umane qualificate, che fanno la differenza. Per questo – aggiunge Riva – i temi dell’innovazione e dell’internazionalizzazione continueranno ad essere asset distintivi e qualificanti dell’attività camerale, specie dentro il processo di riforma oggi pienamente in atto», spiega Riva in riferimento alla prossima fusione delle due Camere di Commercio di Lecco e di Como.

La strada per la crescita è quella «dell’innalzamento della qualità della formazione e aggiornamento professionale continuo, accompagnando le imprese alla conoscenza di nuovi mercati attraverso diversi strumenti: incontri, meeting B2B (cioè incontri diretti fra imprese), incontri con buyer e delegazioni estere, utilizzo di bandi e voucher, anche nella consapevolezza di una diversa dimensione territoriale verso cui indirizzare servizi e investimenti».

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