Lecco. Contraffazione  «Regole uguali in tutta Europa»
Un sequestro di scarpe contraffatte da parte della Guardia di Finanza

Lecco. Contraffazione
«Regole uguali in tutta Europa»

Il presidente di Confindustria Lorenzo Riva: «Fondamentale chiedere il rispetto delle norme», Mattioli: «Troppa flessibilità nel Nord Europa»

Quello della contraffazione continua ad essere il primo pericolo commerciale per le imprese del made in Italy. Ad esserne direttamente colpite sono diverse imprese locali dell’alimentare, del tessile, ma anche della meccanica e dell’utensileria fra cui i forbiciai e i coltellai di Premana alle prese con i “copiatori” pakistani.

«Il codice doganale europeo – dice Riccardo Riva, spedizioniere internazionale alla guida di Fischer&Rechsteiner, che ha qualifica di operatore autorizzato Aeo, accreditamento doganale europeo che sveltisce la burocrazia – assicura uniformità di norme per tutti gli Stati membri. L’Italia certo a volte interpreta in modo rigoroso le disposizioni. Non esiste dunque – aggiunge l’imprenditore – che merci fraudolente possano passare facilmente da alcune dogane europee. In Italia tuttavia si è molto conservativi sulle dichiarazioni del ’made in’ mentre altre dogane europee sono forse più flessibili. Ma finché a livello europeo non verrà approvata la disposizione da tempo in discussione, questa è la realtà».

Sul tema il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Lorenzo Riva ricorda che l’associazione «assiste puntualmente le imprese sulle tematiche inerenti il nuovo codice doganale. La nostra struttura fornisce consulenza, anche per affrontare nel modo migliore casi specifici, e tiene costantemente aggiornate le imprese sul tema, al quale sono comunque stati dedicati anche incontri informativi».

Sulla “flessibilità” di alcune dogane la vicepresidente di Confindustria per l’internazionalizzazione, Licia Mattioli, intervenuta giovedì scorso all’Italian Arab Business Forum organizzato dalla Camera di Commercio Italo Araba e Promos in Camera di Commercio a Milano, ha spiegato l’impegno dell’associazione per sollecitare le autorità europee ad intervenire affinché la normativa doganale sia interpretata con rigore pari a quello italiano, anziché con l’attuale grande flessibilità, dai Paesi del Nord Europa, dove hanno le loro sedi grandi importatori dall’Estremo Oriente. Sul tema l’associazione nazionale è impegnata con le territoriali in un’azione comune con cui si stanno «spendendo molto forze – sottolinea Riva - per far valere le ragioni delle imprese italiane su diversi temi» che investono le regole della concorrenza.

Riva cita «ad esempio anche l’impegno nel contrastare il riconoscimento automatico dello status di economia di mercato alla Cina», mentre «nello specifico dei controlli doganali il tema centrale è quello delle regole, che non devono essere troppo distanti per consentire uno scambio libero e corretto. Ma, soprattutto, le regole devono essere rispettate. E mi riferisco in particolare alla contraffazione che va combattuta con forza. Su questo tema Confindustria è impegnata da sempre in difesa dei prodotti italiani: non dimentichiamo – aggiunge Riva - che è proprio la loro qualità, vero e proprio tratto distintivo, che ci espone al rischio contraffazione».

Capire se e quando se ne uscirà non è semplice. La questione ha «estensione mondiale e, senza decise azioni di contrasto, nessun settore è al riparo da un fenomeno che per l’Italia rappresenta un danno economico grave».

© RIPRODUZIONE RISERVATA