Lecco. Chi perde il lavoro   lo ritrova più facilmente se laureato
I laureati ritrovano più velocemente lavoro se lo perdono

Lecco. Chi perde il lavoro

lo ritrova più facilmente se laureato

La nuova indagine della Banca d’Italia sull’economia della Lombardia

LECCO

Negli ultimi anni perdere un lavoro dipendente e ritrovarlo in tempi non troppo lunghi è stato meno difficile per donne e laureati. Per tutti gli altri la probabilità di trovare un nuovo impiego è particolarmente diminuita con l’aumentare del periodo di inoccupazione.

La nuova indagine della Banca d’Italia sull’economia della Lombardia dedica un focus particolare ai tempi di rientro nell’occupazione per chi ha perso il lavoro dipendente e sottolinea che «a tempi di inoccupazione prolungati si associano lavori di minore qualità, sotto vari profili».

Sulla base dei dati del “campione integrato delle comunicazioni obbligatorie” (Cico) elaborati dalla Banca d’Italia, fra chi aveva perso un impiego in Lombardia fra il 2009 e il 2012 il 61,2% ha ritrovato un lavoro dipendente entro tre anni e la metà di loro lo ha ritrovato nella regione.

Fra chi lo ha ritrovato in regione la metà è tornato al lavoro entro sei mesi dalla perdita del posto precedente, in una quota superiore alla media delle regioni italiane e i laureati ci sono riusciti in tempi più rapidi rispetto ai meno istruiti.

La perdita del lavoro a tempo indeterminato si concentra fra chi ha più di 35 anni, ma sono proprio loro a ritrovare un nuovo posto in tempi più rapidi rispetto ai lavoratori più giovani. Un vantaggio che però, spiegano gli analisti, “si è ridotto progressivamente all’aumentare della durata dell’inoccupazione, fino a invertirsi”.

Comunque col crescere dei tempi di inoccupazione si fa più complicato rientrare al lavoro a tempo indeterminato per chi già aveva un contratto di questo tipo. Inoltre a parità di caratteristiche dei lavoratori in tema di età, sesso, studi, settore e qualifica del lavoro precedente, «chi ha impiegato almeno 1 anno a trovare una nuova occupazione ha ottenuto un salario mensile di ingresso più basso del 2%”. E le quote di diplomati e laureati assunti nella regione per mansioni che richiedevano un titolo di studio più basso o meno qualificate dell’occupazione precedente sono risultate maggiori in corrispondenza di prolungati periodi di inoccupazione. Non ultimo: è dell’11,1% la quota di chi avendo perso il posto in Lombardia lo ha ritrovato entro tre anni, ma fuori regione..

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