Lecco, l’imam espulso voleva trasferirsi in Germania

Lecco, l’imam espulso
voleva trasferirsi in Germania

L’inchiesta - Aveva un posto da predicatore a Dortmund ma è stato respinto alla frontiera dalla Polizia tedesca

Come previsto, ieri mattina i carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Lecco hanno dato esecuzione al decreto di espulsione, per ragioni di sicurezza nazionale, emesso nei confronti del kosovaro Idriz Idrizovic, 39 anni, in passato imam anche al centro culturale islamico di Costa Masnaga.

L’attività di indagine è scaturita dal monitoraggio della sua presenza in provincia di Lecco: Idrizovic era infatti ritenuto «di interesse» in relazione ai suoi collegamenti con predicatori che esprimono posizioni esplicitamente integraliste e ultraradicali (i cosiddetti “imam itineranti”).

Dibattiti via Skype o Viber

Due i nomi in particolare ai quali Idrizovic è stato associato dagli investigatori: quello di Idriz Bilibani, kosovaro originario della regione montuosa di Gora, impegnato soprattutto nelle attività di propaganda per la radicalizzazione, arrestato il 17 settembre del 2014 dalla Polizia kosovara poiché coinvolto in attività terroristiche. E quello di Husei Bosnic alias Bilal, predicatore itinerante, ex appartenente alla Brigata “Al Mujahid” presente in Bosnia durante il conflitto balcanico di fine anni Novanta, predicatore itinerante arrestato il 3 settembre sempre del 2014 dalla Polizia bosniaca nel corso di un’operazione antiterrorismo poiché ritenuto facente parte di un’organizzazione finalizzata al finanziamento e al reclutamento di combattenti (“Foreign Fighters”) da inviare sui fronti di guerra siriano ed iracheno.

L’indagine ha consentito di documentare l’attività di proselitismo condotta da Idriz Idrizovic anche attraverso l’impiego di dispositivi telematici. Stando agli accertamenti compiuti, infatti, il predicatore avrebbe effettuato frequenti collegamenti all’emittente radiofonica kosovara “Radio Bambus”, che trasmette in bassa frequenza solo nella zona del villaggio di Restelica Gora (Kosovo) e nel resto del mondo via web.

Idrizovic leggeva, traduceva e commentava passi del Corano, nonché si intratteneva in dibattiti con persone che intervenivano in diretta attraverso Skype o Viber.

Il viaggio e il respingimento

Dall’attività di collaborazione tra il Ros e la Polizia tedesca è altresì emerso che Idriz Idrizovic avrebbe intrattenuto relazioni con la comunità islamica kosovara presente in Germania, in modo particolare nella città di Dortmund.

Per questo motivo, nel periodo compreso tra l’8 e il 15 dicembre dello scorso anno, nel corso di un viaggio in Germania, avrebbe incontrato diversi connazionali, frequentando diversi centri culturali islamici e moschee a Dortmund e Hagen.

Proprio in relazione alla sua frequentazione della comunità tedesca, il kosovaro aveva richiesto il rilascio della carta di soggiorno in modo da poter lasciare l’Italia e trasferirsi in Germania per ricoprire l’incarico di imam in un centro culturale nella città di Dortmund.

Ma le autorità tedesche,nel mese di luglio di quest’anno, lo avevano respinto al suo arrivo all’aeroporto di Colonia, notificandogli un provvedimento di divieto di ingresso nel loro territorio della durata di quattro anni, in quanto considerato “predicatore d’odio” salafita, coinvolto nella radicalizzazione di “combattenti stranieri” per lo Stato Islamico. Idrizovic, sposato con una sua connazionale e padre di cinque figlie, era giunto in Italia nel 2008 e fino a giugno aveva una stabile attività lavorativa in provincia di Bergamo in qualità di dipendente di una società cooperativa di Milano: lavorava come magazziniere a Brembate Sopra.

Nel pomeriggio di lunedì, il decreto di espulsione, eseguito dai carabinieri con la collaborazione degli agenti della Digos di Lecco, emesso dal ministro dell’Interno Marco Minniti è stato convalidato dal giudice di pace del Tribunale di Lecco. Ieri il volo per Pristina via Istambul.

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