Innocente ma licenziato  Si va al Consiglio di Stato
Migranti nel centro identificazione ed espulsione di via Corelli a Milano, uno scatto del 2005

Innocente ma licenziato

Si va al Consiglio di Stato

Giovedì è in programma l’udienza al Consiglio di Stato contro il provvedimento disciplinare - Mauro Tavelli,ispettore capo della Polizia di Stato accusato di violenza sessuale, assolto con formula piena in via definitiva

«Questa difesa non può che sottolineare l’ingiustizia in cui viene a trovarsi un appartenente della Polizia di Stato nel momento in cui, dopo essersi imbattuto in un lungo processo penale che gli ha già causato ben 891 giorni di privazione della libertà personale, è costretto ad affrontare anche la giustizia disciplinare. Purtroppo esiste un “doppio binario” sanzionatorio che espone un funzionario dello Stato al rischio attuale e concreto di subire due processi per lo stesso identico fatto dinnanzi ad autorità differenti».

L’avvocato Fabrizio Consoloni giovedì mattina sarà a Roma al Consiglio di Stato per rivendicare il diritto di Mauro Tavelli, 50 anni, l’ispettore capo della Polizia di Stato licenziato al termine di un procedimento disciplinare che, di fatto, ha ribaltato una sentenza penale ormai definitiva di assoluzione piena, di essere reintegrato nel suo posto di lavoro. Residente a Chiuro, in provincia di Sondrio, per lunghi anni in servizio alla Questura di Lecco, Tavelli era finito sotto processo perchè accusato di violenza sessuale da alcuni trans del Cie (Centro identificazione ed espulsione) di via Corelli a Milano, accuse da cui - come detto - il poliziotto è stato assolto in via definitiva.

Una vicenda che ha precipitato Tavelli in un incubo, un incubo che dura ormai da sette anni.

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