Protesi e tangenti, medici indagati
La conferenza stampa di magistrati e inquirenti ieri mattina in Procura a Monza

Protesi e tangenti, medici indagati

Inchiesta da MonzaUn dottore di base lecchese ai domiciliari, un ortopedico della Mangioni in carcere
Altri due sanitari sono sotto inchiesta. Sospese le loro convenzioni con il Servizio sanitario nazionale

Non c’è proprio pace per la sanità lombarda. Il giorno dopo la chiusura del processo di primo grado che, di fatto, ha smantellato il castello accusatorio dell’inchiesta Vendemmia sui presunti appalti pilotati per il progetto di installare in 26 ospedali lombardi un canale televisivo a circuito chiuso con informazioni sanitarie e pubblicità e per contratti di assicurazione e brokeraggio nelle aziende ospedaliere che aveva visto coinvolto anche l’ex assessore regionale alla Famiglia Giulio Boscagli (assolto come gli altre nove imputati), ieri mattina la Guardia di Finanza di Milano, su disposizioni della Procura della Repubblica di Monza, ha eseguito dodici ordinanze di custodia cautelare, in carcere e agli arresti domiciliari, a carico di altrettanti medici su un presunto giro di mazzette per favorire una società fornitrice di protesi che sarebbero state anche di «bassa qualità».

I quattro lecchesi

Nell’elenco degli specialisti destinatari delle misure restrittive della libertà personale figura anche un medico di base di Lecco, Davide Cantù, 62 anni, studio in via San Rocco, che oltre a svolgere l’attività convenzionata con il Servizio sanitario nazionale è odontoiatra. Si trova agli arresti domiciliari.

Tra gli indagati un secondo medico di famiglia della città, Olga Fraschini, 61 anni, specialista in urologia, medicina estetica e omeopatia, studio in via Belvedere. Indagato anche un medico di base di Merate, Michele Bonanomi, 66 anni, studio in via De Amicis, specializzato anche in medicina dello sport.

In carcere è invece finito Fabio Bestetti, 56 anni, di Seregno, prima chirurgo del Policlinico monzese e ora al GB Mangioni Hospital di Lecco.

Il “disturbo”

Ai tre i medici di base, come ha spiegato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa il procuratore capo di Monza Luisa Zanetti, è anche stata applicata la misura cautelare della «sospensione dall’esercizio dell’attività di medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale».

Nell’inchiesta, inoltre, che ha al centro accuse di associazione per delinquere, corruzione e falso, contestate a vario titolo, sono finiti in carcere anche un responsabile commerciale e un agente di zona della Ceraver Italia Srl (provincia di Bologna), la società indagata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.

Complessivamente, avrebbero incassato mazzette sotto varie forme, da soldi in una sola tranche come un contributo mensile di 300 euro per i medici di base o il pagamento di biglietti aerei e assunzioni di personale» per gli specialisti, i medici arrestati o interdetti nell’inchiesta della Procura di Monza e avrebbero chiesto quelle tangenti per il “disturbo”, come lo chiamavano, stando a quanto emerge dalle intercettazioni. E proprio “Disturbo” è il nome dato all’operazione scattata ieri all’alba con gli arresti.

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