Il rettore Resta chiarisce  «Lecco,campus strategico»

Il rettore Resta chiarisce

«Lecco,campus strategico»

Appena eletto nel ballottaggio il docente presenta il programma: «Daremo priorità agli investimenti sulle persone, ricercatori e dottorandi»

«Il Politecnico ha Lecco nel cuore». Ferruccio Resta è il rettore eletto dell’ateneo da una manciata di giorni, ma avendo vissuto per intero la sua carriera universitaria in seno al Polimi, lo conosce a menadito, poli territoriali compresi.

Tra questi, naturalmente, Lecco è uno dei principali e la dimostrazione, concreta, è data anche dagli ingenti investimenti fatti sul campus di via Previati, sui laboratori e sulle residenze.

In questi primi giorni da rettore in pectore, il docente bergamasco sta prendendo le misure, definendo la squadra – nell’ambito della quale ci saranno novità importanti anche per la sede lecchese – e programmando gli interventi cui darà la priorità. Il punto di partenza, comunque, è assolutamente favorevole, considerato che il Politecnico è considerato a livello internazionale – le varie classifiche lo sanciscono costantemente – l’università tecnica italiana di maggiore appeal ed efficacia.

Come candidato di continuità, quali sono i punti forti del precedente mandato su cui intende continuare a investire?

«I punti di forza dell’ateneo sono diversi – ha risposto -. In primo luogo l’apertura che il rettore uscente Giovanni Azzone ha voluto realizzare nei confronti delle istituzioni locali e non, verso le imprese e le opportunità internazionali, lavorando anche sull’attrattività dei nostri studenti. Su questi aspetti dovremo continuare a insistere. Per il resto, credo sia irrinunciabile il rafforzamento di alleanze e relazioni, per fare sistema in modo sempre più incisivo».

Quali invece gli aspetti di novità o discontinuità che vuole realizzare? «Non parlerei di discontinuità ma di nuova attenzione, sicuramente per quanto riguarda gli investimenti sul valore delle persone. Penso a ricercatori e dottorandi, che vanno valorizzati. Mi piacerebbe moltissimo che rafforzassero anche capacità di ricerca su tematiche multidisciplinari relative alle grandi sfide tecnologiche e culturali. Mi riferisco ai trend tecnologici che stanno modificando il panorama, dalle biotecnologie ai materiali, dai sistemi produttivi ai big data, ma anche alle smart city, a energia, salute e acqua. Per affrontare questi problemi non basta più la singola competenza: serve la messa in campo di gruppi di lavoro con competenze multidisciplinari».

Che ateneo trova? «In salute, attrattivo verso gli studenti di Architettura, Design e Ingegneria, nazionali e non, capace di acquisire finanziamenti tramite bandi europei e sviluppare la ricerca in sinergia con le imprese».

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