Il Pos è un obbligo    Esercenti dubbiosi
Il Pos tra poco sarà un obbligo per esercenti e commercianti

Il Pos è un obbligo

Esercenti dubbiosi

Dal 30 settembre: C’è chi lo usa solo per importi alti altri commercianti non si sono ancora adeguati, Riva: «L’ipotesi di multare è una persecuzione»

I turisti stranieri pagherebbero tutto, anche un gelato, con la carta di credito. I commercianti lecchesi quando si tratta di piccole somme preferiscono i contanti, visto che i pagamenti con la moneta elettronica sono soggetti a commissioni da parte delle banche.

Dal 30 settembre scatta l’obbligo, per tutti commercianti di avere il Pos, il dispositivo per pagamenti, con carte di credito, e l’obbligo di accettare moneta elettronica per pagamenti superiori a 5 euro, e non più solo dai 30 euro in poi come adesso.

Ed il Pos in molti lo hanno già, salvo qualche eccezione i commercianti si sono già adeguati, però una cosa è utilizzarlo per incassare 50 euro e un’altra per somme ridotte.

«Il Pos noi ancora non lo abbiamo - dice Gabriella Teramo, responsabile del negozio Yogorino all’angolo tra via Roma e via Cavour - ci adegueremo considerato che è una normativa». A lei fa eco la collega Stefania Di Lelio «gli stranieri pagherebbero anche una spesa da 50 centesimi con la moneta elettronica, considerato che loro sono abituati a non avere contanti in tasca, e quest’estate molti chiedevano di pagare piccole consumazioni con carta di credito».

«Mi sono adeguata da tempo ma non lo utilizzo per riscuotere piccole somme, in quanto rischio di perderci. Se su una spesa da 5 euro devo pagare una commissione da oltre un euro ho già perso il guadagno e ci ho pure rimesso altri soldi. Piuttosto dico al cliente che non gli vendo quello che vorrebbe acquistare - rimarca Angelica Manfreda, dell’edicola di piazza Garibaldi -. Senza commissioni da parte delle banche non ci sarebbero problemi, così com’è non è conveniente».

«Il Pos lo abbiamo da tempo - spiega Veronica Di Domenico, del bar Baldo di via Roma -. C’è chi chiede di pagare con moneta elettronica, ma molti pagano ancora con contante».

La questione sta tenendo banco negli ultimi giorni, considerato che anche chi è provvisto del Pos preferisce tenerlo nascosto quando deve incassare piccole somme.

Ma dal 30 settembre dovrà essere in bella vista alla cassa, e il commerciante avrà l’obbligo di accettare carte di credito, bancomat, e prepagate, anche per un importo di 5 euro.

«Il problema resta lo stesso di sempre: le commissioni bancarie - evidenzia Alberto Riva, direttore di Confcommercio - restano alte e va aggiunta la spesa per il noleggio del dispositivo Pos che varia a seconda delle banche. L’ipotesi di multare i negozi e le imprese che non si dotano di questo strumento, cosa che peraltro non è prevista in nessun altro Paese europeo, sembra un atteggiamento persecutorio che non serve certo a favorire l’auspicata diffusione della moneta elettronica».

Ma non solo: «La conferma che il problema siano i costi arriva, come segnalato da Confcommercio Imprese per l’Italia, dall’osservatorio di SosTariffe.it, che evidenzia come quelli sostenuti dai negozianti siano aumentati notevolmente, in particolare le commissioni di oltre il 19% dal 2015», conclude Riva.

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