Il Comune impedì il matrimonio  E ricorre per non risarcire la vedova
Sandro Frara, inutile ogni tentativo di matrimonio, morì tre anni fa senza coronare il suo sogno

Il Comune impedì il matrimonio

E ricorre per non risarcire la vedova

Nel primo processo la città di Lecco è stata condannata a pagare 215 mila euro. L’avvocato della famiglia di Olgiate: «Questo appello è inammissibile»

Si è aperto ieri a Monza, in sede civile, il processo di appello sul caso Sandro Frara. Ad appellarsi contro la sentenza del tribunale lecchese, che lo scorso ottobre aveva condannato il Comune di Lecco a pagare 215 mila euro alla vedova per non avere fatto tutto il possibile per unire in matrimonio i due che vivevano insieme da trent’anni, la stessa amministrazione della città capuluogo.

Nella prima udienza, come ha raccontato l’avvocato Raffaella Gianola, la Corte si è limitata a far discutere la prima eccezione che la difesa ha sollevato sulla improcedibilità dell’appello.

«Secondo me - ha spiegato l’avvocato che tutela gli interessi della vedova Ginevra Brivio e dei suoi due figli e che si è dovuta confrontare con il collega Mario Pedrazzini, legale del Comune di Lecco - l’appello è inammissibile perché è evidente che non c’è la ragionevole possibilità che la sentenza possa essere diversa da quella emessa in primo grado. Se la Corte dovesse darci ragione, come speriamo avvenga, il processo d’appello si chiuderebbe qui».

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