Guerra della schiscetta  I grillini: «È un diritto»  Ma il Comune dice no
Mensa scolastica , impossibile portare il pasto da casa

Guerra della schiscetta

I grillini: «È un diritto»

Ma il Comune dice no

Via libera in Regione al pranzo portato da casa. L’assessore Rizzolino: «Impossibile per via dell’appalto mensa». Il M5S annuncia interrogazione: «Lo chiedono lecchesi»

In Regione passa la mozione del Movimento Cinque Stelle : via libera alla schiscetta, ovvero a portare a scuola il pasto da casa, invece che usufruire del servizio mensa.
Soddisfatto Massimo Riva, il consigliere pentastellato che a dicembre aveva promosso una petizione lanciata dal movimento in tutta la Lombardia a sostegno dell’iniziativa dalla parte delle famiglie andata in porto con successo: «Qui 147 persone avevano aderito alla raccolta firme - dice l’ex candidato sindaco - e ora che il Pirellone, a larga maggioranza, ha deliberato a favore riconoscendo questo diritto, si apre la possibilità di esercitarlo».
Allora a scuola, chi vuole, con il pranzo preparato dalla mamma? No, non è così scontato, anzi. Ieri è stato l’assessore all’istruzione Salvatore Rizzolino a precisare che no, non si può, nonostante le linee di indirizzo approvate in Regione: «Nelle nostre scuole non è possibile portare il pranzo da casa, in quanto la gestione degli spazi mensa è affidata a Gemeaz Elior, il cui contratto scade il 30 giugno 2017».
Una risposta che non sembra lasciare margini di discussione e che si basa su questi dati di fatto,come spiega l’assessore: «A parte il fatto che ci sono normative di igiene che non lo consentono, nei locali dove vengono somministrati i pasti della società di ristorazione è proibito introdurre altri alimenti. Lo stabilisce proprio la convenzione che sarà in vigore ancora per un anno e mezzo. Si potrà rivedere tutto solo nel prossimo appalto per la mensa».

Il Movimento 5 Stelle che con la sua iniziativa intendeva dare un’opportunità alle famiglie che trovano troppo oneroso il costo della mensa, tira dritto per la sua strada. «Siamo consapevoli dell’appalto in essere, ma il Comune può comunque trovare una soluzione che tenga conto anche dell’esigenza espressa dalle famiglie lecchesi, ora riconosciuta come un diritto da rispettare», specifica il consigliere Riva. «Il Comune - aggiunge - può legittimamente decidere come vuole, ma si tratta di una decisione politica di cui si assume la responsabilità. In altre realtà come Lecco ,dove è in corso un appalto, è stata espressa la volontà politica di dare una risposta alla richiesta dei genitori di provvedere loro stessi al pasto dei figli».
Riva si augura comunque che «si intavoli un discorso in Comune, prima di qualunque decisione a priori che sarebbe una scorrettezza nei confronti dei cittadini», anche perché «è urgente interrogarsi sulla dimensione del problema». Il M5S sostiene insomma che è utile e necessario capire quante sono le famiglie in difficoltà ad accollarsi il costo della mensa. E annuncia un’interrogazione a proposito, oltre a un incontro in città nelle prossime settimane con il consigliere regionale pentastellato Paola Macchi che ha presentato la mozione.

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