«Fantasia per superare la crisi   Vernici per personalizzare l’auto»
Un nuovo mercato, le personalizzazioni delle auto

«Fantasia per superare la crisi

Vernici per personalizzare l’auto»

Il sistema è stato presentato alla Mostra dell’Artigianato da Maurizio Mapelli

LECCO

«E’ inutile aspettarsi un post crisi contando sul fatto che nel medio-lungo periodo il mercato per la nostra categoria possa assestarsi. Ormai la situazione si è stabilizzata su una bassa domanda che ci costringe a inserire nuovi servizi per salvare almeno in parte i margini. Innovare va bene, ma così è troppo faticoso rispetto ai risultati che otteniamo».

Maurizio Mapelli, presidente degli autoriparatori in Confartigianato Lecco e titolare di un’officina meccanica e carrozzeria a Dolzago, lancia un allarme sull’andamento degli affari nella categoria e dice chiaramente che «l’unico effetto diretto sul lavoro delle aziende del settore si avverte purtroppo solo quando qualcuno di noi chiude l’attività per sempre, e ciò accade sempre più spesso per mancanza di passaggio generazionale. E’ a quel punto - aggiunge - che arriva lavoro aggiuntivo a chi resta sul mercato, senza che a fronte delle chiusure nessun altro apra nuove attività».

Per tenere il mercato bisogna allargare le competenze in un settore in cui le auto sono sempre più complicate e la richiesta di specializzazione in continua crescita, ma bisogna avere anche molta fantasia e pensare a far cose nuove per fasce di clienti che escono da quelle tradizionali di chi va in officina per riparare la macchina incidentata o per cambiare dei pezzi.

«La fantasia ce la mettiamo - afferma Mapelli - come si vede con la nostra presenza in questi giorni alla “Mostra dell’artigianato” in Lariofiere, dove mostriamo un nuovissimo sistema di verniciatura ad acqua che permette di personalizzare parti dell’auto trasferendovi delle stampe. Inseguiamo così anche il mercato delle personalizzazioni, che costano un po’ e che solo poche aziende fanno, come sistema per compensare le nostre attività del lavoro tradizionale perso per le difficoltà economiche delle famiglie».

Un lavoro aggiuntivo, come quello del cambio di pneumatici che dà picchi di lavoro in autunno e in primavera senza che ciò incida più di tanto sugli utili, se non indirettamente: «I margini sulle gomme sono irrisori - afferma Mapelli - ma non farle significa perdere il margine che ci viene dalla manodopera e dalla convergenza, oppure dall’indotto che si genera quando cambiando le gomme si vedono altre cose che non vanno e che, segnalate al cliente, possono generare lavoro».

Come tutte le aziende anche gli autoriparatori si trovano dentro a un’economia cambiata e ne scontano gli effetti, come l’esplosione della vendita dei pezzi di ricambio in internet: «come categoria - ci dice Mapelli - stiamo facendo valutare da un legale l’aspetto legato alla sicurezza dei pezzi che i clienti ci portano affinché li montiamo sulle auto. Per precisa scelta la mia azienda non lo fa. Il punto - aggiunge - è che noi siamo tenuti a dare garanzia di sicurezza e qualità sia sulla manodopera sia sul pezzo di ricambio, che spesso, molto spesso, arriva dal grande mercato della contraffazione».

Si perdono così anche i margini che la categoria ha sempre fatto sui ricambi: «Molto tempo fa - aggiunge Mapelli - forse si facevano margini, ma oggi sono quasi scomparsi visto che diverse case automobilistiche ci impongono di fare sconti anche del 20% ai clienti che montano ricambi originali. Oggi sono le assicurazioni e non noi a fare margini sui pezzi di ricambio nella massa di incidenti che gestiscono».

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