«Famiglie lecchesi

Consumi al palo»

«Famiglie lecchesi  Consumi al palo»

I dati di Confcommercio per giugno segnano un modesto più 0,1% su maggio (più 0,6% su base annua)

La produzione industriale aumenta dello 0,7% in aprile su marzo e del 2,8% sull’anno, così come la fiducia delle imprese che vedono crescere i fatturati grazie alle vendite estere.

Cresce anche, secondo l’Istat, la fiducia delle famiglie ma senza che ciò porti effetti nei consumi, con una prudenza nelle spese che si vede anche nei dati della Banca d’Italia, con una crescita nei livelli dei conti correnti. La fiducia sembra dunque non bastare a ridare slancio ai consumi e quindi alla produzione delle fabbriche per il mercato interno. Ciò che serve è poter contare sulla tenuta del posto di lavoro e anche su un miglioramento del potere d’acquisto visto che secondo l’ultima indagine “Global 50 remuneration planning” gli stipendi lordi italiani sono in linea con la media Ue ma, massacrati dalle tasse, sono di fatto molto più deboli.

I dati sono nazionali ma trovano riscontro anche nella tendenza in atto in provincia di Lecco. Sul fronte dei consumi, l’indicatore di Confcommercio (Icc) a giugno ha segnato lo +0,1% su maggio e un’altra crescita altrettanto debole pari allo 0,6% sull’anno. Ciò dopo che il mese precedente, in aprile, la crescita era stata un po’ più marcata (+0,4%). Un nuovo segnale, dunque, di frenata confermata anche a Lecco da Confcommercio.

Diversi i dati di fatto che condizionano le scelte dei consumatori. Fra questi, secondo Confcommercio al primo posto c’è la difficoltà di ritrovare fiducia nella crescita occupazionale, in un Paese in cui quasi 3 milioni di disoccupati continuano a preoccupare.

Mauro Gattinoni, presidente di Network Occupazione e direttore di Api Lecco sottolinea che «da un anno e mezzo la produzione manifatturiera cresce e anche questo primo semestre si conferma positivo». E ricorda gli ultimi dati Ucimu (che associa i produttori di macchine industriali) secondo cui in questa prima parte dell’anno grazie agli incentivi del superammortamento gli investimenti sono cresciuti del 20%, «a fronte evidentemente di un aumento degli ordini». I dati dell’occupazione a Lecco, in crescita e migliori del trend nazionale «collocano il nostro territorio in una soglia di stabilità».

Ma i problemi non mancano e le possibilità di occupazione vanno migliorate, perciò «Network Occupazione sta lavorando in due direzioni. Primo – afferma Gattinoni – serve rendere strutturale il dialogo fra scuola e impresa, in una sfida che ci vede impegnati da quasi un anno e oggi ancora più pressante per le esigenze di qualificazione sul digitale. Siamo ancora lontani da un vero coordinamento fra scuole, aziende ed enti pubblici. Secondo – continua – va promosso il welfare territoriale mettendo a sistema tutti i servizi erogati dal pubblico, da politiche di welfare aziendale e anche dal welfare previsto dalle nuove contrattazioni nazionali di categoria. Solo così – conclude – possiamo costituire una grande rete per sostenere eventuali cadute o fuoriuscite dal mondo del lavoro. Ciò perché lavorare solo sulle politiche passive degli ammortizzatori sociali non crea sviluppo né occupazione».

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