Con la qualità e i servizi   Rodacciai: utile di 3,4 milioni

Con la qualità e i servizi

Rodacciai: utile di 3,4 milioni

Il bilancio: lazienda di Bosisio presenta i conti 2016

Roda: «Per restare competitivi abbiamo cambiato molto»

Un utile netto di 3,4milioni, 258.379 tonnellate di acciaio venduto (+ 3,9% rispetto al 2015); un fatturato di 277 milioni di euro (285 milioni di euro nel 2015); ed una riduzione dell’indebitamento di 35 milioni di euro (rispetto al 2015).

Sono i principali dati del bilancio 2016 di Rodacciai, impresa con unità produttive a Bosisio Parini e a Sirone. Risultati positivi, «se non addirittura eccezionali, considerando le condizioni economiche generali e quelle del settore in particolare - spiega il presidente Gianluca Roda -. C’è una timida ripresa in generale, ma il contesto è ancora incerto».

Nel 2016, Rodacciai ha iniziato a raccogliere i frutti di una riorganizzazione, avviata nel 2014: «Lo scorso anno abbiamo festeggiato i 60 anni: siamo un’azienda storica e che opera in un mercato maturo – evidenzia Gianluca Roda - Abbiamo scelto di cambiare per restare competitivi introducendo attività e progetti di miglioramento che hanno riguardato i principali processi aziendali (operation, commerciale e supply chain) anche attraverso l’adozione di adeguati ed evoluti applicativi informatici». Fondamentali sono l’analisi del dato e un’attività di monitoraggio delle performance aziendali molto puntuale, pianificando, programmando ed analizzando le fluttuazioni rispetto alle attese.

Una strategia che è andata ad affiancare i tradizionali punti di forza di Rodacciai: un marchio trainante, perché è riconosciuto dal mercato, l’ampiezza e la diversificazione della gamma e una rete distributiva capillare che consente di fornire un servizio puntuale e di qualità al cliente. Davide Arnaboldi, direttore amministrativo, commenta il bilancio: «Il positivo risultato del 2016 è stato determinato anche da una strategia commerciale che ha migliorato il mix degli acciai, focalizzando la vendita su quelli a maggior valore aggiunto (inossidabili e legati). Vendiamo - spiega Arnaboldi - per il 55% sul mercato interno italiano e per il 45% all’estero: Germania e Francia innanzitutto, da sempre mercati molto importanti, poi gli Usa su cui puntiamo molto perché ci sono ampie opportunità di sviluppo del mercato, inoltre Turchia, Polonia, Spagna e Regno Unito».

Il bilancio evidenzia «un miglioramento del reddito operativo di 7 milioni grazie alla già citata profittabilità del mix di vendita e al contenimento dei costi per i servizi (energia, manutenzione, trasporti) e la riduzione di 35 milioni di euro dell’indebitamento a seguito del miglioramento della gestione del capitale circolante e della riduzione progressiva delle condizioni dei tassi di interesse».

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