Artigiani contenti a metà  «L’Iri si paga ancora tutta»
Daniele Riva

Artigiani contenti a metà

«L’Iri si paga ancora tutta»

Confartigianato e Cna salutano con favore l’impianto della manovra del governo Gentiloni


La nuova manovra prevede il rinvio di un anno nell’applicazione dell’opzione Iri, che alleggerisce la tassazione sul reddito d’impresa, permettendo così alle micro imprese individuali e alle società di persone, commercianti o artigiani, di pagare le tasse separando il reddito dell’impresa (prodotto e lasciato in azienda, tassato al 24%) da quello personale in parte prelevato dai soci e sul quale si paga tutto il carico Irpef. Invece per ora i piccoli continuano a pagare senza l’agevolazione. In pratica, si tratta di una flat tax che grazie al rinvio porterà nelle casse dello Stato entrate per circa 2 miliardi di euro nel 2018.

«La nuova manovra è un compromesso rispetto alle richieste avanzate da Confartigianato. Si fa finta di nulla sulla questione dell’Iri – afferma il presidente di Confartigianato Lecco, Daniele Riva - , mentre noi sulla questione raccogliamo già lamentele da nostre piccole imprese che hanno avuto un buon reddito».

Per il resto Riva definisce in generale “positiva” la nuova manovra, «con diverse scelte che vanno nella direzione di un aiuto all’economia, a partire dalla proroga di un anno nell’iperammortamento».

«Arrivare a chiedersi ogni fine anno se ci saranno o meno i bonus su mobili o ristrutturazioni – afferma la presidente di Cna Lecco, Giovanna Picariello – non aiuta certo le imprese a pianificare lavoro e investimenti né le famiglie a programmare le proprie spese. Di nuovo, non si rendono certe misure strutturali. La stessa questione di breve periodo – aggiunge – si osserva sugli sgravi per l’assunzione di giovani: valgono solo per tre anni, poi che si fa? A quel punto un’impresa ha investito su un giovane che vorrebbe tenersi, ma i benefici finiscono. Andrebbero prolungati». A rimanere inascolatata, conclude, è la richiesta di abolire l’Imu sui capannoni, «un problema a cui serve metter mano definitivamente accettando il fatto che si sta mettendo una pesante tassa su un immobile che è in primo luogo uno strumento di lavoro».

Sul comparto casa Picariello giudica «utili le detrazioni, ma in questa situazione economica ancora difficile fatico a inquadrare in che misura i privati finiranno con l’utilizzarle».

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