Anche nell’edilizia e nel commercio   la cassa integrazione è in caduta
Nei primi nove mesi, il ricorso alla cassa integrazione ordinaria ha avuto un calo del 75%

Anche nell’edilizia e nel commercio

la cassa integrazione è in caduta

L’indagine della Uil sui primi nove mesi conferma che la ripresa si è consolidata. Il numero dei lavoratori interessati dall’ammortizzatore sociale è diminuito di 1455 unità

La contrazione è continua: nel corso dei primi nove mesi dell’anno, le ore di cassa integrazione richieste dalle imprese di Lecco sono scese ulteriormente. Si parla di un pesante -63,9% per quanto riguarda la cassa totale: un andamento marcatamente migliore sia in relazione alla media regionale (-53,6%) che a quella nazionale (-42,1%).

A rilevarlo è stato l’ufficio studi della Uil del Lario, che ha presentato il nono rapporto sulla cassa integrazione nelle Province di Lecco e Como, in relazione al periodo gennaio-settembre.

Nel Lecchese la diminuzione riguarda l’ammortizzatore sociale in tutte le sue forme: quella straordinaria è scesa di 64,2 punti, quella ordinaria di 64,8 e la cassa in deroga di 58,9 punti.

«Per la Provincia di Lecco – ha dichiarato il segretario generale del sindacato, Salvatore Monteduro -, il distretto metalmeccanico, uno dei settori economici più rilevanti del tessuto produttivo territoriale, ha visto nei primi nove mesi del 2017 una diminuzione della richiesta delle ore di cassa integrazione sia ordinaria (-75,4%), sia straordinaria (-55,0%) che in deroga (-44,1%). Tutti i settori economici di entrambe le Province hanno visto una riduzione della richiesta delle ore di cassa integrazione totali nei primi 9 mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso», ha aggiunto, riferendosi anche al territorio comasco.

In questo senso, l’industria a Lecco ha fatto segnare un ottimo – 59,7% (Como -46,2%); l’artigianato -40,5% (Como -54,2%); ma sono edilizia e commercio ad aver fatto registrare i cali più importanti, entrambi pari a 83,5 punti percentuali (Como rispettivamente -50,9% e -32,4%).

Un altro dato confortante che emerge dal rapporto Uil è quello relativo alla drastica riduzione dei lavoratori in cassa integrazione nei primi 9 mesi di quest’anno: a Lecco sono diminuiti di 1.455 unità, ma da gennaio a settembre l’ammortizzatore ha riguardato ancora 822 persone. Situazione peggiore a Como, dove a fronte di una contrazione di 1.987 cassintegrati ne sono comunque rimasti 2.334.

«Un dato, questo, preoccupante – ha rimarcato Monteduro -, in considerazione del fatto che molte aziende del territorio sono in procinto di ultimare la durata massima complessiva dell’utilizzo della cassa integrazione, introdotta con il Jobs act: 24 mesi nel quinquennio “mobile”, salvo una maggiore computabilità (fino a 36 mesi) dei contratti di solidarietà, per tale motivo è necessario un intervento legislativo in materia per ampliarne la durata, al fine di garantire l’occupazione dei lavoratori in cassa integrazione ed evitare che si perdano tante professionalità presenti nelle singole aziende».

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