Addio a Passerotto, per quarant’anni  è stato l’Api di Lecco
Alberto Passerotto (a destra) con Severino Frigerio (allora presidente Api) in una foto del 2001

Addio a Passerotto, per quarant’anni

è stato l’Api di Lecco

È morto l’ex direttore di via Pergola Rodolfo Anghileri: «Aveva intelligenza e doti uniche» Maurizio Bario: «Con lui ho sempre lavorato benissimo»

È stato l’Api di Lecco per quarant’anni. L’associazione delle piccole imprese era Alberto Passerotto perché come si dice “i presidenti passano, i direttori restano”. E lui il direttore dell’Api l’ha fatto per 35 anni: «Sono stati - dice Mauro Gattinoni, attuale direttore di via Pergola - anni importanti, forse i più importanti per l’Api di Lecco, che durante la sua direzione è diventata un riferimento in Lombardia e in Italia».

Da questa mattina Alberto Passerotto non c’è più, stroncato da una malattia che non lascia scampo e che nelle ultime settimane si era aggravata. Aveva 71 anni, lascia la moglie Angela e i figli Tiziana, Antonio e Alessia. «Una brava e bella persona», è il commento unanime che si raccoglie quando si cita Passerotto. E Rodolfo Anghileri, presidente di Api e Confapi, aggiunge: «Era un tipo riflessivo, calmo ma deciso. Qualità che ne facevano un grande politico, con un’intelligenza rara che mimetizzava dietro un atteggiamento discreto, quasi timido. Nelle trattative sindacali - continua Anghileri che è contitolare della Novacart di Garbagnate Monastero - Passerotto era imbattibile, formale negli atteggiamenti, rigido nelle posizioni e sui contenuti. E così portava a casa i risultati per le aziende, rimanendo in ottimi rapporti con i sindacalisti. Ripeto, un politico lungimirante che capì che potevo provare a fare il presidente nazionale. E su tale percorso mi ha trascinato, prima alla carica di tesoriere di Confapi, poi a quella di presidente. Lui - conclude Anghileri - era l’Api, tale era il senso di appartenenza che aveva per l’associazione».

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