Accerchiato da una muta di cani feroci  Ciclista brianzolo salvo per miracolo
La scena dell’aggressione filmata dalla telecamera montata sul casco del ciclista

Accerchiato da una muta di cani feroci

Ciclista brianzolo salvo per miracolo

Giampaolo Brivio stava pedalando nel parco di Montevecchia quando è stato bloccato Attimi di paura filmati dalla telecamera sul casco. E’ riuscito a difendersi e scappare. La denuncia

Ha rischiato davvero grosso un ciclista brianzolo che qualche giorno fa stava percorrendo in bicicletta i sentieri del parco di Montevecchia e della Valle del Curone.

Giunto a Sirtori, ad un certo punto si è ritrovato il sentiero sbarrato da una muta di tre grossi cani. Pochi istanti dopo, ai tre se ne sono aggiunti altri due e solo grazie al suo sangue freddo è riuscito a fare dietrofront e andarsene senza essere azzannato.

Scena da brividi

A raccontare la disavventura avvenuta il 20 settembre a Giampaolo Brivio, la collega giornalista Ramona Brivio, che ha presentata denuncia alle autorità per quanto accaduto e si è augurata che quanto prima si intervenga per evitare che altri si trovino a dovere gestire una situazione così pericolosa.

L’intera scena è stata registrata dalla telecamera montata sul casco di Brivio e a vederla fa venire i brividi.

Mentre sta pedalando in mezzo ai boschi, all’altezza di un cancello, Giampaolo Brivio, residente a Monticello, si trova la strada bloccata da tre grossi cani.

Si ferma, per non spaventarli. Cerca di farli indietreggiare, gridando loro di stare calmi. Poi, improvvisamente, dal cancello in fondo ne arrivano altri due. Uno, in particolare, parte di corsa, diretto contro Brivio. Lo aggira sul fianco, mentre un altro lo attacca frontalmente. Brivio, fino a quel momento calmo, comincia a gridare. Chiede aiuto.

Brandisce la mtb come uno scudo, respingendo i due animali che mostrano i denti. Nessuno però arriva ad aiutarlo e solo grazie alla sua tenacia, riesce a respingere l’attacco, arretrare quel tanto che basta per risalire sul sellino e scappare.

Giunto a casa, consegna le immagini della sua telecamera alla figlia, che immediatamente ha denunciato la cosa ai carabinieri.

Solo e senza alcun aiuto

«Mio padre - racconta Ramona Brivio - era solo, non poteva difendersi, non poteva chiedere aiuto. Nessuno dovrebbe trovarsi mai in situazioni del genere, attimi in cui si è costretti a fronteggiare una situazione di pericolosità evidente.

I fatti sono stati segnalati anche alle autorità competenti affinché prendano provvedimenti per impedire che succedano ancora situazioni del genere e invitare i proprietari di cani ad averne cura per non mettere in pericolo la vita degli altri».

E la previdenza ha voluto che Brivio avesse una telecamera montata sul casco, in caso contrario sarebbe stato più difficile ricostruire l’accaduto e presentare le prove per l’identificazione degli animali e eventuali proprietari.

«Nell’interesse della comunità di cui facciamo parte, è necessario che questi fatti vengano portati a conoscenza per evitare il verificarsi di situazioni spiacevoli e d’emergenza che con un senso civico opportuno è possibile impedire».

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