Villa Cipressi senza gestore  Riaprirà solo in aprile
Villa Cipressi è ancora chiusa aprirà all’inizio di aprile

Villa Cipressi senza gestore

Riaprirà solo in aprile

Varenna Scaduta la convenzione a inizio 2018 partirà la nuova gestione

Nel frattempo un bando per otto mesi. L’ex sindaco «Si è perso tempo»

Villa Cipressi resterà chiusa fino ad inizio aprile, salvo imprevisti.

Mentre in paese la stagione turistica è ormai iniziata, con la vicina villa Monastero che dal primo marzo ha aperto i cancelli, e le numerose attività commerciali che stanno già alzando le serrande, villa Cipressi resta chiusa.

Impossibile il rinnovo

A fine novembre del 2016 è scaduta la convenzione stipulata tredici anni fa con la società Cofely, diventata poi Engie. La Cofely, azienda francese del settore energetico, a suo tempo ha fatto un notevole investimento per sistemare la villa.

Scaduta la convenzione, per il Comune è stato impossibile mettere in campo il nuovo bando europeo, non di così facile attuazione, che verrà pubblicato nei prossimi mesi con l’obiettivo di avere già l’affidamento del nuovo gestore per gli inizi del 2018.

Allo stesso tempo la normativa non ha permesso di concedere un ulteriore anno di gestione alla società Engie.

Il Comune si è perciò rivolto «alla Sua, la Stazione unica appaltante, che fa capo all’Amministrazione provinciale, che ha organizzato il bando per questi otto mesi», spiega il sindaco Mauro Manzoni. Venerdì scorso, sono scaduti i termini per la manifestazione d’interesse, e da indiscrezioni sarebbero sette le società che hanno fatto la loro proposta, presentando un progetto mirato alla gestione di villa Cipressi per i prossimi otto mesi.

Ora la Stazione unica appaltante, analizzerà la conformità delle società che hanno manifestato il loro interesse, e darà il via ad un bando per la gestione partendo da una base di 80 mila euro.

«Villa Cipressi chiusa per Varenna è un danno d’immagine - dice Carlo Molteni, ex sindaco -. Tutti stanno correndo ad aprire, e ci troviamo con la Cipressi chiusa fino ad aprile, con convegni e prenotazioni che vengono rimandati. Tempo perso che rischia di sbiadire la vocazione turistica del nostro paese».

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