Autovelox sì, ma con più giudizio
Uno degli autovelox installati da mesi sulla superstrada 36 a Mandello ma non ancora attivi

Autovelox sì, ma con più giudizio

Il casoRegole severe per usare gli apparecchi, che dovranno essere segnalati in modo molto visibile

Anche le pattuglie non potranno essere nascoste. Si vuole evitare il rischio di chi frena all’ultimo momento

I lecchesi li conoscono bene, anche perché nelle passate settimane sono stati parecchio discussi: gli autovelox sono un compagno di viaggio poco gradito dagli automobilisti, che specie sulla SS36 ne incontrano (e ne incontreranno) sempre di più.

A maggio, infatti, sono state installate le quattro nuove apparecchiature fisse a Mandello, Lierna e Colico; di multe, però, non ne sono state ancora date, perché Anas non ha ancora completato la loro attivazione. Sarà la Polizia stradale a comunicare ufficialmente quando i rilevatori fissi della velocità verranno “accesi”, mentre già si parla di nuove colonnine, in arrivo al confine tra le Province di Lecco e Monza.

Tutti questi strumenti, compresi i radar usati dalle forze dell’ordine in punti diversi del territorio, dovranno fare i conti con quanto prevede la circolare che il Ministero dell’Interno ha emesso lo scorso 7 agosto, in attuazione del Decreto ministeriale 282 del 13 giugno. Questa, infatti, ha introdotto una serie di nuove disposizioni che da un lato rischiano di complicare l’esistenza – e soprattutto il lavoro – alle forze dell’ordine, dando maggiori spiragli agli automobilisti per fare (e vincere) ricorso.

Doppio avviso

I contenuti del testo sono diversi, ma ce n’è uno che può realmente fare la differenza, in relazione all’utilizzo delle apparecchiature mobili. Queste, infatti, quando saranno in funzione dovranno essere segnalate due volte: non soltanto attraverso la segnaletica verticale che si incontra già all’ingresso di ciascun territorio comunale, ma anche da cartelli di avviso specifici da sistemare in prossimità della pattuglia. In questo senso, la distanza deve essere congrua alla velocità di percorrenza media e al tipo di strada su cui i rilevamenti vengono effettuati. Se questa duplice segnalazione non ci fosse, l’automobilista potrà eventualmente chiedere l’annullamento della sanzione.

Evitare rischi

Inoltre, con l’obiettivo di garantire la sicurezza sulle strade ed evitare brusche frenate indotte dalle divise in chi si trova alla guida a velocità superiori al lecito, gli agenti dovranno essere ben visibili anche da una certa distanza.

Queste indicazioni non potranno essere ignorate a cuor leggero da donne e uomini delle forze dell’ordine, perché il testo ribadisce un concetto comunque già consolidato – per quanto riguarda il rispetto delle disposizioni e dei compiti del singolo operatore -: la mancata osservanza di queste misure potrà portare ad una contestazione di abuso d’ufficio.

Chi sorride, dunque, sono solitamente gli utenti della strada, ai quali la circolare garantisce ora più appigli per contestare i verbali.

Tra le altre novità emerge anche l’obbligo, a carico delle forze dell’ordine, di testare annualmente tutti gli autovelox attraverso un test pratico sul campo (dai 20 ai 100 rilevamenti), per verificarne l’attendibilità. Fondamentale, quest’ultima, per poter utilizzare l’apparecchiatura, così come il certificato di omologazione, in assenza del quale la multa sarà da considerare nulla.

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