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Mandello, la rabbia degli sfollati
di via Segantini a Luzzeno

Mandello - Quel che resta del muro crollato il 13 luglio 2008 (Foto by CARDINI)

MANDELLO - "Hanno lavorato dieci giorni per abbattere un muro. In due anni. Non sappiamo più niente. Guardate in che stato siamo messi". Hanno rotto gli indugi i ventitre sfollati di via Segantini a Luzzeno, che dal 13 luglio del 2008 sono lontani dalle loro case in conseguenza dello smottamento verificatosi in un pomeriggio estivo. "Continuiamo a pagarele rate del mutuo - raccontano con amarezza tre esponenti degli sfollati -, con bollette raddoppiate perché risultiamo residenti in una seconda casa. La beffa è che perdipiù arrivano puntuali, e noi puntuali le saldiamo, le spese condominiali per i nostri alloggi in via Segantini che ci siamo goduti solo per pochi mesi". Il loro è uno sfogo giustificato dalle condizioni di provvisorietà in cui sono costretti a vivere, in abitazioni messe a disposizione dalle immobiliari e dal Comune, da cui però non si sono più mossi.

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