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Nonostante quattro banche – Credito Valtellinese, Banca Intesa, Unicredit e Bnl - abbiano dato il loro assenso al piano di ricapitalizzazione del Vellutificio Redaelli, Alfredo Redaelli, titolare della storica fabbrica tessile di Mandello continua a non dormire tranquillo. "Gli istituti di credito hanno dato il loro assenso al piano di rilancio del vellutificio – dice Redaelli – Ma in concreto non c'è ancora nulla di definito. Finché i rubinetti del credito non verranno riaperti continueremo a non poter lavorare". Persistono le difficoltà di pagamento dei dipendenti e di approvvigionamento.
Nonostante la crisi di liquidità che sta attraversando il vellutificio, le prospettive di rilancio e di lavoro non mancano: "Abbiamo un buon portafoglio ordini per il settore mobile-arredo – continua il titolare – i progetti sono già pronti, si tratterebbe di mettere in moto la produzione, ma finché non avremo sufficiente liquidità non sarà possibile mettere in produzione i tessuti. Inoltre il vellutificio ha ricevuto importanti commesse da Zara, Hugo Boss e Massimo Dutti, tre importanti clienti che potrebbero permettere di lasciare alle spalle il momento di difficoltà. Ci hanno commissionato importanti lavori per l'inverno prossimo 2010/2011. Ma per il momento tutta l'attività produttiva è ferma, bloccata dalla crisi finanziaria che non permette l'avvio delle nuove produzioni". Il 5 marzo ci sarà un altro incontro con gli istituti di credito, per trovare l'intesa sul finanziamento di 3 milioni di euro: «Ho cercato di sollecitare le banche per accelerare l'approvazione del finanziamento. Perché fino ad allora ogni possibilità industriale sarà bloccata»
Toni più soddisfatti sono usati dal sindaco di Mandello Riccardo Mariani: "La Redaelli è salva, ora si pensi a costruire un futuro industriale per l'azienda".
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