Torna “Leccocineincittà” La rassegna con i “nostri” registi
La regista Rai Paola Nessi (Foto by Cardini)

Torna “Leccocineincittà”
La rassegna con i “nostri” registi

Lecco: due film sulla montagna, una serata dedicata ai giovani film maker e un documentario realizzato da detenuti e studenti il contenuto dell’iniziativa

“Leccocineincittà” seconda edizione. Due film sulla montagna e i suoi protagonisti, una serata dedicata ai giovani film maker ed ai loro corti e un documentario girato con la collaborazione dei detenuti del carcere di Bollate e studenti dell’Università Cattolica di Milano.

Quattro serate ritagliate nell’ambito del più longevo cineforum in città, ovvero Ciak Cenacolo, arrivato al quarto di secolo di vita, e ospitate nella sala del Cenacolo Francescano, in piazza Cappuccini a Lecco. Il debutto, con “Il senso della libertà - Vita di Gigi Alippi” di Paola Nessi, sarà il 20 gennaio alle 21, ingresso unico 4 euro.

L’annuncio di Cagnotto

La rassegna di film realizzati da registi del territorio, in collaborazione con Lecco Film Commission e il Comune, il patrocinio della Provincia e il contributo di Acel Lecco, è stata presentata in una conferenza stampa al Comune. Presenti, oltre ai giovani che accompagneranno i loro corti in sala al momento della proiezione, l’assessore alla cultura e alle politiche giovanili Simona Piazza, Paolo Cagnotto di Lecco Film Commission, Mario Bonacina del Cenacolo Francescano e Marta Soligo, ricercatrice in forza alla University of Nevada, a Las Vegas, collaboratrice di Lecco Film Commission, che ha portato un approfondimento sul cineturismo nel mondo.

La novità rispetto allo scorso anno è la presenza del Comune fra gli organizzatori. Senza dimenticare un riferimento alla situazione delle sale cinematografiche a Lecco, della quale si dibatte (ed è già un successo), l’assessore Simona Piazza, nel fare gli onori di casa, ha segnalato l’importanza dell’evento «una rassegna per avvicinare i giovani al mondo cinema, come fruitori e come artefici. Una rassegna che si inserisce in un calendario ricco di iniziative culturali, alcune delle quali, il teatro per le famiglie ad esempio, fatte in stretta collaborazione con il Cenacolo Francescano. Importanti per valorizzare le risorse sul territorio nell’ambito della cultura e della tradizione.»

A proposito delle sale cinematografiche in città, il colpo ad effetto della conferenza stampa l’ha offerto Paolo Cagnotto di Lecco Film Commission. Ha detto che nel momento in cui si riaprirà una sala cinematografica (il vecchio cine Marconi è in pole position), qualunque sala, «Aldo Giovanni e Giacomo saranno a Lecco per l’evento. Hanno già preso l’impegno». La cornice c’è, ora manca il quadro.

Gigi Alippi e il Cerro Torre

Intanto, senza dimenticare il Palladium (evocato), il cine teatro del Cenacolo Francescano fa la sua parte per tenere alta la bandiera del cinema a Lecco. L’iniziativa di “Leccocineincittà”, con 200 presenze in media nella prima edizione, è un contributo importante. L’ha riconosciuto Paolo Cagnotto e l’ha ribadito Mario Bonacina del Cenacolo Francescano. «Per l’occasione abbiamo migliorato la sala, come ci avevano chiesto i registi l’anno scorso. Ora abbiamo un proiettore ad alta definizione sperimentato, con successo e gradimento dei nostri abbonati, alla proiezione del film “E’ arrivata mia figlia”, ultimo titolo del 2016 di Ciak Cenacolo. L’appoggio dell’amministrazione comunale ci aiuta nel dare risalto alle nostre iniziative, come il teatro, quello per le famiglie e il teatro amatoriale, e le serate musicali, novità di quest’anno».

Dopo l’excursus sul cineturismo di Marta Soligo hanno preso la parola la regista Rai Paola Nessi, che ha accennato ai due film che porta in rassegna, “Il senso della libertà - Vita di Gigi Alippi”, sul Cerro Cerro Torre con i Ragni di Lecco nel 1974, morto pochi giorni dopo il montaggio del film, e “Jail - Ovvero come mantenere vivi i sogni”, e Gabriele Lodi Pasini di Gallarate, entrato in squadra grazie a Lecco Film Commission, autore di uno dei corti (ancora in fase di lavorazione), che a proposito della sua esperienza ha ricordato l’importanza della follia di credere contro ogni evidenza.

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