Scuole di Calolziocorte

La vittoria dei genitori

La maggioranza ha deciso di andare al voto

anche se sapeva già che non avrebbe avuto i numeri

L’incomprensibile scelta politica del gruppo di maggioranza di andare a sbattere, sapendo dalla sera precedente il consiglio comunale di non avere i numeri necessari a far passare il piano di riorganizzazione scolastica, sta facendo discutere non solo a Calolzio, ma in tutta la Valle San Martino e fino a Lecco, dove al provinciale Pd di via Parini hanno iniziato da tempo a porsi delle domande su questa amministrazione.

La riforma della scuola, tanto vituperata da genitori, insegnanti, bidelli, opposizioni e persino da elementi della stessa maggioranza, è dunque miseramente naufragata, al termine di un consiglio comunale condotto per certi versi in modo surreale dal gruppo al governo locale.

Stretta nella morsa dei numeri insufficienti (con l’annunciato voto contrario dell’ormai ex capogruppo Roberto Monteleone e l’assenza cronica dell’oppositore Boubou Dia non si andava oltre l’8 pari) e delle pressioni di cittadinanza e minoranze, la maggioranza è apparsa in assoluta confusione. Tanto che dopo aver respinto, in apertura, la pregiudiziale leghista che chiedeva di sospendere il piano, ha maturato al termine di tre ore di discussione la decisione di aggrapparsi al salvagente lanciato ancora dalle opposizioni: ritirare il piano e aprire un tavolo di discussione. Alla fine, però, ha preferito affogare, decidendo di affrontare un voto perso in partenza, il cui esito è stato accolto con un boato dalle decine di cittadini che hanno seguito la seduta.

Dunque, ecco la vittoria delle scuole: non succede nulla, almeno per il momento. E i genitori hanno chiesto ai media di evidenziarlo a grandi lettere. Tutte le misure erano già state congelate dall’amministrazione comunale, che aveva deciso di sacrificare esclusivamente la scuola dell’infanzia di Foppenico, con l’immediato blocco delle iscrizioni. Invece, anche questo plesso può essere scelto in questi giorni dalle famiglie del territorio, perché continuerà ad operare.

A questo punto, però, resta da capire quali scenari si apriranno per le scuole del territorio, considerando che i dati su cui si basava la riorganizzazione – gestita in modo pessimo sotto il profilo del coinvolgimento e della condivisione – sono concreti: se di 98 aule ne vengono usate 60, qualche intervento è indispensabile.

E, sulla base delle iscrizioni attualmente in corso, saranno le istituzioni scolastiche a decidere dove porre mano. A rischiare pare essere soprattutto la primaria di Rossino, da anni in debito d’ossigeno in quanto ad alunni. Ma, come ha rimarcato anche l’assessore Paolo Cola, pure Sala e Lorentino non sono al sicuro. A febbraio se ne saprà di più.

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