Quintali di alghe accumulate a riva  Chiusa la pista ciclabile per la puzza
Lo smaltimento delle alghe a carico dei comuni rivieraschi è insostenibile

Quintali di alghe accumulate a riva

Chiusa la pista ciclabile per la puzza

Interdetto il tratto che va dal confine con Pescate fino al parco della Filippetta

Sarà così fino al ripristino. Protesta dei sindaci : «Non possiamo farci carico da soli della spesa»

Quintali di alghe accumulare a riva e marcite. Il comune di Garlate chiude la pista ciclopedonale per troppa puzza.

È questa la decisione che ieri, martedì, il sindaco Giuseppe Conti ha preso, di fronte all’immane difficoltà di provvedere allo sfalcio alla raccolta e allo smaltimento delle alghe. Un lavoro a cui i comuni che si affacciano sul lago di Garlate devono ormai provvedere da soli (a parte qualche contributo proveniente dall’Autorità di bacino) e che invece fino a pochi anni fa era a carico della Provincia di Lecco. Un lavoro che da luglio ad oggi è costato alle casse comunali garlatesi quasi 20 mila euro e che sta mettendo a rischio il bilancio comunale.

Già spesi 20 mila euro

A spiegare la situazione è il sindaco Conti: «Abbiamo chiuso il tratto della ciclopedonale che va dal confine con Pescate fino al parco della Filippetta. Resterà così fino a che non verranno ripristinate le condizioni per la sua fruibilità con la rimozione o l’allontanamento delle alghe e i rifiuti raccoltisi in quel punto che rendono problematico il passaggio per l’inquinamento olfattivo che producono». Nel frattempo continueranno le operazioni di raccolta.

«È ripartita l’attività di rimozione delle alghe da terra. Proseguiremo fino all’esaurirsi di questo secondo stanziamento di 8 mila euro, dopo che il primo stanziamento di 12 mila euro che si è esaurito ad inizio agosto ed è servito a liberare solo parzialmente le sponde del lago in territorio garlatese». Se non basteranno, la pista resterà chiusa a oltranza.

«Cercheremo altri spazi in bilancio o la copertura delle spese, per far sì che queste uscite non previste non compromettano il nostro bilancio e il soddisfacimento di bisogni, come quelli sociali e scolastici, che sono prioritari».

Conti punta il dito contro le istituzioni.

«Questo è un problema sovracomunale, le alghe anche, le cause della loro proliferazione pure. Così come è sovracomunale anche l’importanza della fruibilità delle sponde e della pista ciclopedonale, tanto è vero che per anni se ne è occupava la Provincia, spendendo più di 100 mila euro. Un costo che i comuni non possono neanche lontanamente sopportare. L’Autorità di Bacino ha sperimentato, seppur a stagione inoltrata, un piccolo battello che avrebbe dovuto intervenire a sfalciare le alghe la questo non si è rivelato efficace. Risultato, siamo punto e a capo: o intervengono i comuni senza alcuna assicurazione di essere aiutati economicamente, o le alghe restano dove il lago le porta, con tutte le conseguenze del caso».

Piena solidarietà da Pescate

Piena solidarietà dal sindaco di Pescate, Dante De Capitani che condivide anche lo stesso problema: «Il sindaco Conti ha fatto benissimo a chiudere la ciclopedonale a lago per il problema alghe. Anche a Pescate come a Garlate stiamo sopperendo con i nostri mezzi e i nostri stradini alle mancanze della Provincia, soprattutto tenendo pulita la spiaggia La Punta che risulta balneabile e cristallina solo grazie al nostro costante lavoro di pulizia.

Lo scandalo è che ci sono tanti enti che si occupano del lago e sul lago vogliono avere competenze, ma nessuno che fa qualcosa di concreto».

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