Oggiono, scintille tra Prefettura e Comune  Ricorso sull’ordinanza anti migranti
Il condominio destinato a ospitare i profughi a Oggiono

Oggiono, scintille tra Prefettura e Comune

Ricorso sull’ordinanza anti migranti

All’avvocatura di Stato non basta neppure il dietrofront del sindaco Ferrari

Il primo cittadino: «Sono tranquillo».

La Prefettura contro il Comune: è la piega presa dalla controversa vicenda dell’ordinanza anti-nomadi, emanata a Oggiono lo scorso agosto dal sindaco leghista Roberto Ferrari; fui un caso unico nel territorio – che scatenò, com’è noto, un’impennata di reazioni - ma intrapresa anche in altri Comuni lombardi (tutti a guida leghista). La Prefettura è scesa, infine, in campo: secondo quanto comunicato dal Comune stesso all’opposizione politica, «la copia del ricorso è pervenuta in municipio il 20 ottobre scorso».

A metà dello scorso novembre, però, era stata resa nota la decisione del sindaco stesso – pubblicata all’albo pretorio del Comune – di revocare l’ordinanza «in base all’andamento, in forte decremento, dei flussi migratori, che può far prospettare il superamento di una situazione emergenziale, perciò – scriveva - viene meno il presupposto della contingibilità ed urgenza alla base della ordinanza stessa».

Ora, dal ricorso firmato dall’avvocatura dello Stato per conto del ministero dell’interno e della Prefettura di Lecco emergono contestazioni contro l’atto intrapreso da Ferrari: vanno dalla «violazione di legge», all’«eccesso e sviamento di potere», alla «discriminazione», infine all’«illegittimità costituzionale» per violazione di alcuni articoli.

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