Lecco. «Pronto ad assumere   non trovo chi vuole fare i turni»
La meccanica lecchese mostra segni di ripresa anche grazie ad una maggiore domanda interna

Lecco. «Pronto ad assumere

non trovo chi vuole fare i turni»

La testimonianza di un imprenditore: «Sempre più difficile trovare figure qualificate»

La stima sull’andamento della meccanica a Lecco è positiva per il 2016 e anche sul nuovo anno, soprattutto per quanto riguarda le macchine utensili legate alla lavorazione del filo d’acciaio.

Nei dati nazionali già l’inizio del 2016 prometteva bene per il settore delle macchine utensili, che nei primi tre mesi dell’anno registravano un indice di consegne totali in incremento del 4,3% sul primo trimestre dell’anno prima (dati di Ucimu) e un incremento significativo (+31,8%) sul mercato interno rispetto a quello estero (+1,7%).

Per quanto riguarda l’intero 2016, come riportato e dal Sole 24Ore, le esportazioni nazionali sono aumentate di circa lo 0,5%, a fronte di una domanda interna cresciuta di tre punti, con una stima complessiva di crescita nell’anno superiore ai due punti percentuali.

Anche se in assenza di dati territoriali dettagliati, la tendenza si conferma anche nel Lecchese in un settore determinante per l’economia locale e sostenuto dagli incentivi del super ammortamento al 140% pr gli acquisti di beni strumentali, rinnovati anche nella nuova legge di Bilancio per il 2017.

Nel Lecchese il termometro per misurare l’andamento del settore arriva da Fornitore Offresi, la fiera della meccanica in preparazione per il 2,3, e 4 febbraio in Lariofiere, una manifestazione che di anno in anno ha portato l’ente fieristico ad ampliare spazi e inserire nuovi padiglioni per ospitare la crescente domanda di stand.

«Senza dubbio - ci dice il coordinatore del distretto metalmeccanico, Andrea Beri, proprietario di Ita a Calolziocorte - nel 2016 abbiamo tutti avvertito un miglioramento rispetto al 2015, anno in cui qualche miglioramento si sentiva ma in modo sporadico e trainato dall’export. Nel 2016 i segnali si sono consolidati - aggiunge Beri - anche nella domanda interna, cresciuta anche per un ritorno di fiducia degli imprenditori».

L’inizio del 2016 deve ancora fare i conti con gli ultimi dati Istat che indicano deflazione nel 2016 con previsione di nuova prudenza dei consumi nel 2017, e anche con gli ultimi dati di ieri su una disoccupazione giovanile che sfiora il 40%.

«Certo - afferma Beri - consumi e disoccupazione si legano all’andamento delle imprese, ma in base alla mia personale esperienza di imprenditore alla ricerca da tempo di personale qualificato ora sono sempre più convinto che il lavoro non c’è per chi non lo vuole davvero cercare. Sono mesi - aggiunge - che cerco persone da inserire in azienda ma mi sento dire no ai turni di lavoro e al lavoro di sabato, fino all’ultima risposta, di un giovane laureato che dopo 5 anni di università e dopo aver superato una lunga selezione da noi, due giorni dopo che gli avevamo comunicato la risposta positiva ci ha fatto sapere che ha deciso di entrare nel corpo dei pompieri. Ci siamo chiesti che senso abbia, e se ad essere oggi in crisi anche in un territorio come il nostro non sia soprattutto la cultura del lavoro».

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