«Le minacce non mi hanno piegato  Tornerò nella missione in Brasile»
Don Marco Bassani determinato: «Il mio posto è tra quella gente»

«Le minacce non mi hanno piegato

Tornerò nella missione in Brasile»

Don Bassani era stato in pericolo di vita, ucciso un suo collaboratore. Aveva contrastato il business della soia. Sei mesi di riflessione tra Galbiate e Oggiono

È tornato, ma vuole ripartire: don Marco Bassani - originario di Villa Vergano - in Brasile si è molto esposto, fino a temere per la sua stessa vita; ha da poco iniziato un «periodo di discernimento»: è alloggiato in oratorio a Oggiono e dice messa nel santuario di Bevera; il cinquantenne sacerdote, dopo 15 anni di missione “fidei donum”, sembra tuttavia essersi già chiarito le idee.

«Tornare in Brasile – dice - è il modo migliore che conosco per “andare verso la periferia”; se consideriamo il Brasile (in larga parte) come una periferia del mondo, allora il Maranhão e Alto Brasil, da dove provengo, sono la periferia della periferia». «Un semestre – dice don Marco - è il tempo che ci siamo dati, col vicario generale monsignor Delpini, per un discernimento profondo circa il mio futuro; intanto, il nuovo vescovo di Grajaú, Dom Rubival, ha manifestato un chiaro interesse affinché ritorni»; don Marco, già responsabile della “Commissione pastorale della terra” di quella diocesi, nel 2015 era stato minacciato ad Alto Brasil dal latifondista Pedro Gauchao, e poi processato, per avere pubblicamente definito «moderna schiavitù dei potentati economici» la morte di un adolescente avvenuta nella sua azienda. Nei precedenti anni a Dom Pedro, don Marco aveva preso posizione molto ferma dopo l’uccisione di F laviano Pinto Neto, membro della sua stessa “Commissione pastorale della terra”.

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